Come usare il profilo per sfruttare al meglio LinkedIn?

Come migliorare il proprio profilo linkedin

Come migliorare il proprio profilo linkedin

 

Come sai LinkedIn è la più vasta comunità professionale esistente al mondo. Negli ultimi anni su linkedin più di 135 milioni di membri hanno creato profili, caricato i loro curriculum, e hanno costruito contatti on line con le persone che conoscono. Tra questa moltitudine di persone ci sono anche i tuoi clienti, i tuoi colleghi, i tuoi concorrenti il tuo capo e i tuoi futuri datori di lavoro.

Ad oggi essere su LinkedIn ti consente di entrare in contatto  con persone  dalle credenziali impressionanti: l’“utente medio” di questo network ha circa 43 anni, è un profilo senior con livello di istruzione universitaria, e guadagna circa 108.000 dollari all’anno.

Come ho scritto anche nel mio precedente articolo : “La repubblica di LinkedIn – Demografia e Statistiche di LinkedIn 2011” La popolazione demografica di questo network farebbe gola a qualsiasi pubblicitario e esperto di marketing serio.

Ma c’è di più! Le persone che compongono il network sono anche “decisori”.  Più di un quarto dei partecipanti sono dirigenti o quadri. Ogni azienda “Fortune 500” (tra le prime 500 per solidità patrimoniale del mondo) è rappresentata da alcuni suoi dipendenti.

Per quanto riguarda gli utenti Italiani questi sono per la maggior parte persone di cultura universitaria, dal reddito medio alto ,  che dimostrano una buona conoscenza dell’inglese.

Ecco perché gli Head Hunter, gli esperti di risorse umane, i reclutatori (coloro che assumono il personale) fanno grande affidamento sul sito per trovare anche i dirigenti del più alto livello. Oracle ha trovato il suo CEO (direttore generale) Jeff Epstein attraverso LinkedIn nel 2008.

Il motivo per cui LinkedIn funziona così bene per trovare lavoro è che la maggior parte dei suoi membri hanno già un impiego. Piove sempre sul bagnato potremmo dire !

Una moltitudine di persone già occupate con un buon livello di soddisfazione personale lo usano per cercare nuove opportunità di carriera e nuovi clienti prima che se ne verifichi la necessità. Per questo LinkedIn è un network professionale e non un mercato.

In tanti lo usano prima di chiamate un potenziale cliente, per trovare informazioni utili sull’azienda che vogliono intercettare, chiedono consigli ai loro contatti e leggono su LinkedIn dove i loro ex colleghi lavorano attualmente. Si partecipa per acquisire informazioni e “fare rete”.

In questo ambiente i candidati che cercano lavoro possono creare le proprie reti professionali senza dare l’impressione di star vendendo se stessi qua e là.

E, come penso anche tu intuisci facilmente, quando non ci si trova nella condizione di bisogno si riesce ad essere anche più sereni e rilassati nell’incontro con gli altri e più  forti nelle trattative. Se chi lavora già continua a cercare lavoro vuol dire che vuole di meglio, e sopratutto, può aspettare l’occasione buona. Non ha fretta!

Questa popolazione di iscritti al network è una vera e propria manna preziosa per chi lavora nelle risorse umane e per i reclutatori di personale.

Mentre i siti per la ricerca di lavoro come monster e jobdirect si focalizzano sul mettere in vetrina coloro che si attivano per trovare un lavoro, quando non ce l’hanno più o lo stanno perdendo, linkedin è focalizzato sulle persone che sono impegnate a fare attività e a generare reddito. E molto spesso i profili  più dotati e richiesti sono quelli espressi da persone già occupate al momento della ricerca.

Frequentando molti blog specializzati nelle risorse umane anche all’estero, ho scoperto che i reclutatori di professionalità elevate, famosi Head hunter “cacciatori di teste”, usano un nome ben preciso per persone come queste: candidati passivi. L’industria delle società recruiting (che in tutta europa fattura da 8 miliardi di eur) si basa proprio sul fatto che, a dispetto dell’alto numero di disoccupati, alcuni profili sono difficili da trovare.

LinkedIn sta cambiando notevolmente questa situazione di asimmetria informativa tra domanda e offerta di lavoro qualificato.

E qui bisogna fare una piccola osservazione sulla nostra cultura italiana. L’Italia è un paese corporativo in cui ogni singolo professionista è molto geloso del suo Know How e dei suoi contatti. Lo fa solo se vi è irrimediabilmente costretto. Oggi un lavoratore di carriera o un professionista è molto geloso dei suoi contatti professionali e si mostra diffidente anche a parlare delle sue esperienze di lavoro con altre persone.

LinkedIn come social network invece presuppone, per essere utilizzato appieno “Trasparenza” e “Condivisione”.

Per una generazione di professionisti abituati a nascondere i propri contatti a tutti i costi questa trasparenza è contro-intuitiva. Ma se si vuole stare su questo network è indispensabile che si capisca il valore della condivisione. Come ho scritto anche nel mio Linkedin-marketing, la condivisione dei contatti e la condivisione delle conoscenze, attraverso la partecipazione ai gruppi e prestando il proprio aiuto nella sezione domande e risposte, sono l’unico strumento per generare abbondanti contatti commerciali.

Finora la maggioranza delle conversazioni su come usare i social network in modo professionale, che trovi in giro nella rete,  si sono concentrate su cosa NON fare: non condividete foto da ubriachi su Facebook, non usate Twitter per vantarvi di uscire prima dall’ufficio, non usare linkedin per fare spam e chiedere indiscriminatamente il contatto a tutti.

Ma, poiché le aziende si rivolgono al web per cercare potenziali candidati, l’attuale condizione del mercato del lavoro impone che ci si faccia notare positivamente e oggi  non è più vantaggioso astenersi dal trasmettere informazioni personali.

Viviamo la società dell’informazione e il nuovo imperativo è presentare le proprie capacità professionali nella maniera migliore possibile. Se nessuno ci nota non esistiamo ! Ecco perchè è importante curare un profilo personale trasparente e orientato alla comunicazione

E’ opportuno, quindi, inserire nel tuo profilo parole chiave opportune che identifichino chiaramente il tuo personal brand, quello che offri, i valore aggiunto che apporti e cosa ti rende differente dagli altri.

Queste parole chiave ti aiuteranno a posizionare il tuo nome al top delle ricerche nel motore di ricerca interno nel momento in cui qualche reclutatore farà una interrogazione alla ricerca di un profilo interessante.

Nello stesso tempo puoi avviare nuove interazioni professionali on line frequentando  il social e unendoti ai gruppi sul sito (LinkedIn ne ha più di 500000, basati su interessi professionali, settori, aziende, scuole ex alumni etc), offrendo consigli e collegando (linkando) il tuo account di Twitter e gli aggiornamenti del tuo blog al tuo profilo.

Sicuramente ti sarà capitata l’esperienza di ricercare su Google il nome di una persona che non conoscevi. Forse lo hai fatto perché intendevi sapere qualcosa di più su un candidato per la tua azienda, o forse lo hai fatto perché volevi saperne di più su quella determinata persona prima di una riunione.

Bene ! Come tu ricerchi su Google le altre persone allo stesso modo gli altri cercano te. In un’intervista il fondatore di LinkedIn Reid Hoffman ha dichiarato “Fa parte del mondo dei social network il fatto che persone ti cercheranno e, quando lo fanno, tu vuoi controllare che cosa trovano.”

Ecco perchè è utile curare minuziosamente la redazione del proprio profilo su linkedin. In modo tale da comunicare esattamente cosa facciamo, come lo facciamo e cosa ci rende speciali, diversi dagli altri. Senza essere troppo gelosi delle nostre informazioni e dei nostri contatti.

 

 

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  1. Gabriel

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