3 riflessioni sulla guerra in Ucraina

 

 

Eh si! Stavamo appena uscendo da una crisi, durata oltre due anni, quella del coronavirus, che tanto ci ha fatto soffrire, sopratutto da un punto di vista psicologico, che ci ritroviamo improvvisamente catapultati in un nuovo scenario di crisi

Stavolta è un conflitto armato, con le sue inevitabili conseguenze, che ci sottopone a nuove forme di stress e di paura

Dove andremo a finire?” “ci salveremo?”, “diventeremo poveri?”, “ci sarà una guerra nucleare?”. Sono queste le domande con cui prende nuovamente forma la paura e assedia le nostre menti.

Quello che stiamo osservando in questi giorni è un conflitto che vede contrapposte una superpotenza nucleare, in declino da più di 20 anni, ed un’alleanza militare, la NATO, e che trova come luogo di uno scontro per procura, perché questo è uno scontro per procura, un territorio di confine. 

Ucraina in russo significa per l’appunto terra di confine. E come si sa da sempre i confini sono contesi.

In questi giorni osserviamo due popoli che si scoprono improvvisamente nemici quando fino a ieri sapevano di essere fratelli.

E si perché, forse non lo sai, ma russi e ucraini parlando, con piccole differenze praticamente la stessa lingua. Tra la lingua russa e l’ucraino ci sono minori differenze di quelle che esistono tra milanese e napoletano e per questo motivo  si sono sempre considerati fratelli se non  lo stesso popolo, fino a quando le ragioni del profitto e della politica internazionale non ha spiegato loro che dovevano essere nemici. 

Questo video non nasce, però, per fare analisi geopolitiche, su questo canale, infatti, non ci occupiamo di massimi sistemi, ma per condividere una serie di riflessioni che sono nate in questi giorni in merito alla nostra natura, alla natura della mente, e al nostro modo di reagire alle crisi

Nonostante abbia conseguito la mia prima laurea in scienze politiche nel 1997 con una tesi sulla Russia della transizione, non mi interessa parlare di politica internazionale. Sono molto più interessato a capire qualcosa di più sulla natura umana, e a condividere con te le mie intuizioni. 

L’antico monito “uomo conosci te stesso e conoscerai gli dei e il mondo ci richiama costantemente a rivolgere lo sguardo dentro noi stessi e ad usare i fatti della storia, per quanto drammatici possano essere, per interrogarci e per scoprire qualcosa di più sulla nostra natura. 

Quello che osserviamo fuori di noi, infatti, non è altro che il riflesso di quello che esiste dentro di noi. Non possiamo cambiare nulla fuori di noi. Non possiamo influire sulle decisioni dei governi, dei popoli e degli Stati ma possiamo solo cambiare noi stessi. Scoprire le nostre pulsioni distruttrici e trasformarle in qualcosa di costruttivo. Ed è proprio di questo che parliamo nel video di oggi. 

Come siamo soliti fare, ci immergeremo alla scoperta della nostra mente e di quei meccanismi automatici che ci allontanano dalla felicità e che creano conflitto e sofferenza. 

Come di consueto non ci limiteremo solo alla teoria ma ci caleremo nella concretezza attraverso piccole e semplici azioni quotidiane.

Io mi chiamo Luciano Cassese, mi occupo di formazione da oltre 23 anni, sono autore del libro “le 7 virtù per il successo e la felicità” e su questo mio canale parliamo di benessere, sviluppo personale e felicità con un taglio diverso dal solito. Unendo all’approccio fisico, quello psicologico, quello  filosofico, quello spirituale. 

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Prima di scendere in profondità alla scoperta del tema di oggi come al solito invio la sigla 

La violenza è sempre deprecabile

Premetto che per quanto mi riguarda la violenza è sempre deprecabile in tutte le sue forme, perché innesca una serie di reazioni a catena che diventano incontrollabili e trascinano gli esseri umani verso l’inferno. La violenza andrebbe sempre evitata perché fa perdere tutti vincitori e sconfitti. 

Come ti dicevo nell’introduzione, questo video nasce non con lo scopo di prendere posizione, di spiegarti chi ha torto e chi ha ragione, chi sono i buoni e chi sono i cattivi, quanto piuttosto per condividere con te alcune scoperte sulla natura della nostra mente. 

Il bisogno di far parte del gruppo dei giusti

La prima riflessione che è nata in questi giorni in cui assistiamo a questo spettacolo della guerra in diretta, riguarda il bisogno innato di ognuno di noi di far parte del gruppo dei giusti

Tutti, compreso me, sentono il bisogno di sentirsi dalla parte del giusto e cedono alla tentazione di prendere posizione. Mi chiederai che male c’è a prendere posizione?

Schierandoci, per l’una o per l’altra parte, estendiamo il conflitto nelle nostre vite. Un conflitto, che potrebbe rimanere confinato sui campi di battaglia, si estende nelle nostre vite e ci ritroviamo in guerra anche noi. Infatti, cercando argomentazioni adeguate per dare ragione o torto all’una o all’altra parte ed utilizziamo queste idee per avere un pretesto per litigare con gli altri.  

Le persone davvero non aspettavano altro per creare nuove fazioni

Facci caso su  Facebook e sui social in generale le persone hanno ricominciato a litigare con il pretesto di dire la propria opinione sulla guerra e di dare ragione all’una o all’altra parte. 

Lo spettacolo indecente osservato fino ad un mese fa della lotta tra pro-vax e no-vax si è trasformata in brevissimo tempo nella lotta tra sostenitori della Russia di Putin e sostenitori della Nato. Cambia l’oggetto del contendere ma non la contesa.

Ci schieriamo perché vogliamo essere migliori degli altri

La mente ci fa schierare da una parte o da un’altra perché vuole farci sentire migliori degli altri. E’ il nostro narcisismo che ci spinge a schierarci per quelli che reputiamo siano i giusti. 

Ricordo le parole di mia nonna che diceva : “quando due litigano il torto sta sempre da entrambe le parti , non c’è mai una sola persona che sbaglia e l’altro che ha ragione” . Quindi cercare di trovare una parte che ha ragione al 100% è inutile. Prendere posizione per l’una o per l’altra parte è ancora più stupido. 

Vorrei porti una domanda : Ma sei sicuro di esserti schierato dalla parte giusta ? O sei l’ennesimo Pacifinto della domenica mattina che commenta fatti di cui non sa niente con gli amici al bar?

Ma davvero pensi che ci sia qualcuno più giusto di un’altro in questo conflitto e negli altri conflitti? 

I tre attori in campo NATO RUSSIA e UCRAINA hanno tutti le mani che grondano di sangue. Se la Russia è una superpotenza nucleare la nato non è certo un’associazione di boy scout impegnati a raccogliere le cartacce nelle domeniche ecologiche.

Questi centri di potere hanno tutti  le mani sporche di sangue e tu vuoi fare il tifo per uno di loro?

Partiamo dalla Nato. La nato si è dimostrata molto aggressiva nella storia soprattutto da quando è caduto il muro di Berlino e non si sono fatti scrupoli a aggredire bombardare e invadere con la scusa dell’esportazione della democrazia, l’Iraq la Libia l’ex Jugoslavia macchiandosi di crimini contro l’umanità di torture e uccisioni di civili. 

Il governo russo a sua volta negli ultimi 20 anni si è sporcato più volte le mani di sangue oltre ad aver materialmente deciso di invadere l’Ucraina per maturare una posizione di forza nelle trattative con l’Ucraina. Ricordiamoci ad esempio come vennero represse le rivolte in Cecenia e in Georgia

E il governo ucraino pensi sia senza alcuna colpa. Il governo ucraino sono 8 anni che bombarda e massacra le popolazioni del separatiste del Donbass. Chi dunque può dirsi il buono, la povera vittima innocente  in tutta questa assurdità? 

Nella lite entrambe le parti hanno le loro buone ragioni ma nessuno agisce con giustizia e amore.

Tutti cercano solo il proprio interesse rifiutandosi di comprendere il punto di vista degli altri

Un vecchio proverbio di saggezza che troviamo anche in un corso in miracoli dice: “Ma tu voi essere in pace o avere ragione?”. 

Finché si cerca di ottenere ragione si creerà sempre conflitto e guerra

La ragione, la razionalità, genera paura, sospetto, odio, calcolo, interesse individuale. La ragione, la mente razionale che studia, approfondisce, puntualizza elabora, analizza, calcola, non potrà mai costruire la pace.

La pace in tutte le sue forme necessita delle intuizioni dell’amore. E noi sappiamo che l’intuizione non appartiene alla sfera della razionalità. L’intuizione è irrazionale e la pace necessita della follia di chi rinuncia al proprio interesse per l’altro. 

C’è però anche dell’altro.

Le mente trova modi creativi per farti sentire migliore degli altri

La mente trova sempre modi creativi e originali per farci sentire migliori degli altri. Soprattutto a chi fa l’intellettuale come me. 

In questi giorni mi sono accorto che osservavo con grande fastidio le prese di posizione sui social per una parte o per l’altra. 

Tutte quelle persone che esprimevano giudizi, politici, attori e gente comune, radical chic e sovranisti mi sembravano tanti signor nessuno che, goffamente, si affannavano a salire sul carro dei giusti, per dimostrare di essere dalla parte dei buoni. 

Ho pensato più volte: “Ma come si permettono questi di esprimere giudizi quando fino a ieri non sapeva neppure dove si trovassero Kiev, Odessa e Leopoli”. 

Ascolta attentamente perché è un passaggio sottile ma molto profondo quello che sto per condividere.

Nel momento in cui intuiamo che è un errore prendere posizione per l’una o per l’altra parte, perché entrambe costruiscono il conflitto, la nostra mente ci gioca uno scherzo. Ci fa sentire migliori degli altri e ci fa entrare in una nuova tifoseria . Stavolta apparteniamo alla tifoseria di quelli che hanno capito che è sbagliato prendere posizione. 

E’ lo stesso narcisismo di prima che si manifesta con un aspetto solo apparentemente migliore . Non prendiamo posizione e ci percepiamo in modo contrapposto e conflittuale a chi diversamente da noi sceglie di prendere posizione. Ma è sempre la mente razionale che sta agendo con il suo bisogno di entrare a far parte della squadra dei giusti . Mi spiego? 

Il fatto è che non esiste MAI una squadra dei giusti. E’ solo il nostro narcisismo che ce lo fa credere.

Prova a rispondere con sincerità a questa domanda che mi sono posto anche io : quante volte, da quando è cominciato questo conflitto, hai preso posizione, hai scritto sui social e hai discusso animatamente con chi non la pensava esattamente come te? In che misura il tuo prendere posizione quelle emozioni conflittuali nella tua esperienza di vita? 

Stare dalla parte dei Deboli non dei giusti

Se proprio si vuole prendere una posizione, è meglio prenderla per chi oggi soffre,  per le tante madri che a breve piangeranno i propri figli morti a causa del conflitto, per i tanti bambini che rimarranno orfani, per i profughi sostenendo le varie chiese ed associazioni di volontariato che stanno organizzando aiuti e d accoglienza

Il conflitto è dentro di noi non fuori

La seconda riflessione che vorrei proporti è di carattere morale e riguarda l’auto-osservazione. E per farlo citerò due grandi maestri Buddha e Gesù Cristo. Mi sono chiesto in questi giorni, infatti, cosa mi avrebbero risposto se avessi parlato con loro dello smarrimento che proviamo di fronte a queste notizie di guerra. 

Buddha rispondendo a chi lo interrogava diceva :

L’unico modo perché ci sia la pace sulla terra è imparare a rendere la nostra vita all’insegna della pace.

Non ci sarà pace tra i popoli fino a quando non ci sarà pace dentro voi stessi

Queste parole ci richiamano a riconoscere la natura conflittuale della nostra mente. Una natura violenta non solo verso l’esterno, verso gli altri ma, soprattutto, verso se stessi. Dentro ognuno di noi, infatti esiste una continua lotta tra quello che consideriamo accettabile e quello che consideriamo inaccettabile

Mi riferisco ai differenti aspetti della propria personalità in lotta tra loro. 

Se ci fai caso se guardi bene dentro te stesso ci sono delle parti di te che tu non riesci ad accettare. Aspetti della tua personalità che ti fanno sentire indegno, indesiderabile, poco piacevole e che provi a sopprimere di volta in volta.

Jung classificava questi aspetti con il concetto di ombra, quel lato di noi che racchiude quello che noi consideriamo inaccettabile della nostra stessa natura. Gli aspetti della nostra personalità che ci ostiniamo a non voler riconoscere

Il tuo ego compie questa repressione con violenza e genera quella sofferenza interiore che è alla base delle nevrosi ma è una violenza che come in uno specchio si ribalta sugli altri

Una Violenza allo specchio

Vogliamo sopprimere quello che pensiamo sia sbagliato negli altri perché lo abbiamo già precedentemente soppresso dentro di noi e avendo provato sofferenza  vogliamo far provare la stessa sofferenza agli altri.

Che sia il covid, le credenze sui vaccini , il campionato di calcio o la guerra, in realtà non aspettiamo altro che una scusa per combattere contro gli altri.

L’unica differenza tera noi e i governi sta solo nella dimensione. Noi riusciamo a muovere insulti e piccoli dispetti, i governanti muovono eserciti e carri armati. 

Come possiamo avere la pace fuori di noi se dentro di noi c’è conflitto? 

Come facciamo ad accettare l’altro, il diverso da noi se noi stessi non riusciamo ad accettare gli aspetti apparentemente negativi della nostra personalità come potrebbero essere la paura, l’invidia, la gelosia ecc. 

Cristo e la costruzione della Pace

Gesù Cristo è più radicale, più estremo del Buddha.  Nel discorso della montagna dice 

Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio.

Questa frase, apparentemente semplice, ci spinge a riconoscere che la pace non si può improvvisare come pensano i pacifinti della domenica mattina ma è qualcosa che va costruito, giorno dopo giorno, dentro e fuori di noi. Con un lavoro fatto di conoscenza di sé e dell’altro accettazione di sé, integrazione della propria ombra e accettazione dell’altro e comprensione del suo punto di vista. 

In un altro passo Gesù interrogato dice :

amate i vostri nemici e pregate per i vostri persecutori, perché siate figli del Padre vostro celeste, che fa sorgere il suo sole sopra i malvagi e sopra i buoni, e fa piovere sopra i giusti e sopra gli ingiusti.

Quanto sarebbe bello riuscire a guardare noi stessi e gli altri con questa prospettiva così tanto illuminata.

La nostra mente vede gli altri come nemici

La nostra mente ci fa percepire, invece, l’altro come un nemico, un ostacolo alla nostra realizzazione e alla nostra stessa sopravvivenza. 

In un’ottica di scarsità, percepiamo gli altri come chi sottrae qualcosa al nostro benessere.  E questa è un’esperienza comune. 

Facci caso! Quante volte utilizzi nel linguaggio comune la parola competitor, antagonista, concorrente.

Per la nostra mente, siamo sempre in competizione gli uni con gli altri, perché viviamo in un mondo duro, in cui le risorse sono scarse e, per sopravvivere, dobbiamo per forza sottomettere gli altri. 

Nel nostro intimo abbiamo paura che se gli altri hanno successo, noi non potremmo averlo.  La paura genera aggressività e l’aggressività genera una escalation  di violenza che sappiamo come nasce ma non sappiamo dove ci porta e come finisce.

I bambini sanno che gli altri sono un’opportunità

Io ho due bimbi piccoli. Loro non conoscono il senso della competizione.

Quando vado a prenderli al nido, li trovo che giocano ridono si abbracciano con i loro compagni, più raramente si danno qualche spinta ma subito dopo tornano a giocare e gioire assieme. 

Non conoscono la competizione, non conoscono la scarsità, non conoscono il rancore. Quando subiscono un piccolo screzio dopo un po’ passa come se niente fosse. 

Istintivamente sanno che l’altro è un’opportunità di gioco e gioia. Non immaginano che l’altro possa rappresentare una minaccia. 

Tra qualche anno quando la scuola e il mondo degli adulti avrà insegnato loro che la vita è una valle di lacrime e che siamo tutti in competizione, saranno diventati esattamente come noi: diffidenti competitivi, ansiosi, ostili, e avranno imparato a vedere nell’altro una minaccia e non una ragione di gioia. 

La chiave è l’auto-osservazione

Una cosa che potremmo fare, se vogliamo essere davvero persone migliori,  è sviluppare l’auto osservazione e registrare quante volte ogni giorno percepiamo gli altri una minaccia e non come un’opportunità di gioia

 

Il bisogno di Razionalizzare

La terza ed ultima riflessione che voglio condividere nel video di oggi è questa: 

Ho notato da parte mia e da parte anche di altri l’irrefrenabile voglia di ascoltare le interpretazioni, i dibattiti e gli approfondimenti giornalistici sul tema. 

La mente umana è naturalmente curiosa. Vogliamo sapere, conoscere, capire con una voglia morbosa di notizie, che ci spinge a collegarci sui social a vedere i telegiornali, per capire perché è successo tutto questo, quando fino a qualche tempo fa non ci interessava sapere nemmeno dove si trovasse la città di Kiev. 

Questa voglia di capire, di chiederci il perché del conflitto, nasconde un meccanismo mentale che ci trattiene bloccati nella sofferenza. Facci caso la nostra mente cerca di ricostruire i fatti perché cerca il colpevole che ha turbato un equilibrio che pensavamo essere presente. 

Se osserviamo la nostra mente scopriamo che essa è intrappolata in una credenza infondata che si sostanzia più o meno in questo modo …

si stava meglio quando si stava peggio” .

Cioè  in passato stavamo benissimo poi quell’idilliaco equilibrio si è rotto per colpa di qualcosa o di qualcuno e adesso viviamo in una valle di lacrime. E’ l’antico mito greco dell’età dell’oro

Ma se ci fai caso, e torni indietro di qualche tempo, ti accorgi che 5 anni non pensavi di vivere benissimo anzi pensavi le stesse cose che pensi oggi “prima si stava bene poi per colpa di qualcuno oggi stiamo male”

E così via di seguito. 

Cerchiamo qualcuno a cui attribuire la colpa del nostro malessere

E’ da sempre che ascolto questi discorsi e spesso li ho fatti anche io. Continuiamo a ripetere a noi stessi la bugia che in passato si viveva meglio. E di volta in volta troviamo qualcosa o qualcuno a cui attribuire la colpa del nostro malessere. Oggi è la Putin, o se preferisci la Nato, Ieri era il coronavirus, prima erano i migranti, prima ancora Il terrorismo islamico ecc. ecc.  

Attraverso la ricerca di un colpevole, la nostra mente ci inganna

Invece di farci vedere il male per quello che è, invece di farci vedere la piccolezza della personalità, del narcisismo, dell’egoismo, ci spinge a razionalizzare, e così  proviamo a spiegare l’inspiegabile, proviamo a razionalizzare l’irrazionale, proviamo a giustificare quello che è ingiustificabile cioè la violenza dell’uomo verso un altro uomo

Lo giustifichiamo perché fondamentalmente ci spaventa doverlo vedere dentro di noi. 

Il conflitto nasce dalla paura dentro di noi

Il conflitto nasce dalla paura. Nello specifico dei fatti di questi giorni  il conflitto bellico che è fuori di noi nasce dalla pura . La paura dei russi per le Nato. La paura del capitalismo occidentale per la potenza nucleare russa. La paura degli ucraini di rimanere divisi tra Russia e comunità europea.

Allo stesso modo ci fa paura guardare nel baratro dentro di noi. La vertigine che proviamo nel guardare la natura umana genera angoscia e reazioni irrazionali e per questo cerchiamo di esorcizzarla razionalizzando. 

Non ci piace vedere che anche dentro di noi c’è paura e violenza e preferiamo attribuirla all’esterno. Proiettiamo all’esterno il nostro conflitto interiore e cerchiamo una causa al conflitto che sia sufficientemente accettabile. 

L’uomo diviene adulto solo quando riconosce il conflitto dentro di sé. Quando riesce a guardare dentro di sé nonostante la vertigine provata e a interiorizzare la sua paura accogliere la sua ombra senza razionalizzare. 

Un paio di domande per oggi

Quindi le domande che ti propongo adesso, come le ho proposte a me stesso sono:

Quanto lavoriamo ogni giorno per riconoscere ed accettare quelle parti di noi stessi che non amiamo e far emergere la nostra natura Gioiosa ?”

“Quanto lavoriamo ogni giorno per riconoscere ed accogliere gli altri con le loro ragioni ?”

 

Sintesi e saluti

Bene siamo arrivati alla fine di questo video di oggi un po’ fuori programma nel quale ho voluto condividere con te alcune riflessioni dettate dagli eventi. 

Spero di averti dato qualche spunto creativo, qualche idea nuova, ed aver suscitato in te la curiosità per questi temi e per approfondire la conoscenza di te stesso. 

Prima di salutarti ti ricordo che su questo mio canale parliamo di benessere di sviluppo personale e felicità con un taglio diverso dal solito unendo all’approccio fisico, quello psicologico, quello filosofico e quello spirituale. 

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Mi auguro di essere riuscito con questo mio video a stimolare nuove considerazioni per la tua giornata di oggi. 

Ti do appuntamento tra qualche giorno il prossimo video. 

ciao e alla prossima

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