Diventa libero di essere ciò che sei (video 3 di 3)

La libertà di pensiero nascosta nel film che ci fece conoscere la storia di John Nash

Il 22 febbraio del 2002 pochi mesi dopo l’attentato alle torri gemelle di NEW York usciva nelle sale italiane “A beautiful mind” un film destinato a cambiare l’opinione comune sulla sulla schizofrenia e sulle malattie mentali in generale.

Il film, che sarà premiato con ben 4 Oscar e 4 Goden Globe, è interpretato da Russell Crown e racconta, in modo romanzato, la storia vera di John Nash, uno tra i matematici più brillanti e originali di tutto il XX secolo, che con i suoi studi di matematica applicata alla teoria dei giochi, ha rivoluzionato l’economia ricevendo il Premio Nobel per nel 1994.

La trama del film ripercorre le tappe fondamentali della vita del matematico americano, dall’ingresso all’università di Princeton, fino al Nobel passando per diverse disavventure e, soprattutto, per la sua lotta contro la malattia mentale, che lo tenne lontano dall’insegnamento per oltre 20 anni.

Nash, infatti, era affetto da una grave forma di schizofrenia di tipo paranoide che gli faceva vivere allucinazioni visive, molto realistiche e che lo proiettavano, anche per giorni interi, in un mondo completamente immaginario.

Fin qui nulla di strano!” si potrebbe obiettare, il solito polpettone hollywoodiano che racconta la storia di uno scienziato pazzo. Tuttavia, quello che rendeva quel film qualcosa di assolutamente speciale, unico e dirompente é la scoperta nascosta tra i meandri della vita psichica del protagonista.

John Nash e la scoperta dell’Essere oltre la mente  

John Nash, nella vita reale come nel film, riuscì a guarire dalla sua gravissima psicosi senza farmaci. Il matematico americano nel 1970 ne interruppe l’assunzione nonostante le frequenti allucinazioni deliranti, perché si rese conto che gli anti psicotici lo stordivano eccessivamente e non gli consentivano di lavorare. Ma la cosa più interessante é il fatto che sia riuscito a disidentificarsi dalla propria mente.

In altre parole, imparò da solo a distinguere i pensieri deliranti dalla realtà, liberandosi così lentamente dalla sua schizofrenia. E questo attraverso un percorso logico razionale di osservazione della propria mente.

Nash con il suo lungo travaglio, raccontato nel film, ha dimostrato, non solo che le persone che soffrono di questo tipo di disturbi possono imparare a migliorare la qualità della propria vita, potenziando le proprie risorse interne, ma anche che noi esseri umani siamo qualcosa che è ben oltre la nostra stessa mente.

Libertà di essere  

Ti ho raccontato questa storia perché mi aiuta ad introdurre il tema di oggi, la terza ed ultima puntata di questa serie dedicata alla libertà.

Oggi ti parlo infatti di “libertà di essere”, quel particolare tipo di libertà che ci consente di far emergere il nostro vero sé al di là dei nostri meccanismi mentali automatici, al di là della nostra personalità, al di là al di là delle identificazioni, dei ruoli e delle immagini che nutriamo di noi stessi. Resta con me fino alla fine, perché oggi condivideremo qualcosa di veramente importante.

Come siamo soliti fare andremo a scavare lentamente nella nostra mente alla scoperta dei nostri meccanismi più inconsci, vedremo come essi sono la causa di molti dei nostri problemi e come possiamo fare per andare oltre tutto questo.

Come di consueto non ci limiteremo solo alla teoria ma ci caleremo nella concretezza attraverso piccole e semplici azioni quotidiane.

Chi è l’autore di questo video ?

Io mi chiamo Luciano Cassese, mi occupo di formazione da oltre 23 anni, sono autore del libro “le 7 virtù per il successo e la felicità” e su questo mio canale parliamo di benessere, sviluppo personale e felicità con un taglio diverso dal solito, unendo all’approccio fisico, quello psicologico, quello filosofico e quello spirituale.

Iscriviti al canale e attiva le notifiche cliccando sulla campanellina, per rimanere aggiornato sui prossimi video e le prossime iniziative.

Prima di scendere in profondità alla scoperta del nostro inconscio come al solito invio la sigla.

Libertà come ne abbiamo parlato nei video precedenti 

Nei video precedenti, che se non lo hai ancora fatto ti consiglio vivamente di andare a vedere e ti lascio il link in descrizione, abbiamo visto come la nostra libertà di per sé è solo formale e superficiale.

Vivendo in un paese democratico in teoria possiamo sicuramente fare tante cose. La nostra libertà di fare è limitata da una serie di leggi che tutelano la libertà dell’intera collettività infatti diciamo che: “la libertà personale si ferma nel momento in cui lede quella degli altri“.

Abbiamo visto però che prima di fare esiste sempre uno “scegliere di fare”. Nel momento in cui quindi affrontiamo il problema della libertà di scelta ci accorgiamo che non siamo liberi per nulla. Quando si tratta di scegliere cosa fare e cosa non fare, la sfera della nostra libertà è estremamente limitata fondamentalmente da due cose: dall’ignoranza e il bisogno.

La scelta tuttavia è un processo mentale e pertanto prima della scelta si pone il problema della libertà di pensare. Nel secondo video abbiamo visto come solo pochissimi individui riescono a raggiungere una consapevolezza tale da essere liberi di pensare. Le persone comuni sono in realtà addormentate in quanto il loro pensare in realtà è frutto non della proprio essere ma del condizionamento costante operato dalla società in cui viviamo che ci dice cosa pensare, cosa consumare, cosa desiderare e cosa sperare.

Un tipo di libertà più profondo 

Andiamo avanti, ora, alla scoperta di un tipo di libertà ancora più profondo. Prima del pensiero esiste l’essere. La vera libertà quella che nessuno potrà mai toglierci nasce dall’essere.

E’ importante quindi chiedersi “chi sono IO?”, “Sono me stesso su questo palcoscenico della vita o sono solo l’ennesima maschera?”, “sono davvero libero di essere il mio più vero e autentico me stesso ?” o “c’è qualcosa che mi blocca che mi incatena e non mi consente di esprimere liberamente me stesso, di fiorire, sbocciare e realizzare il mio vero sé?

Non sono un guru queste cose le ho solo intuite 

Sia ben chiaro la gran parte delle cose che ti illustrerò, adesso, io le ho solo intuite, non le ho ancora realizzate del tutto. Io non sono un guru o un grande maestro. Anche io sto sviluppando un processo di liberazione da questo tipo di catene.

È un po’ come quando vai in vacanza e visiti per uno o due giorni una bellissima località e pensi come sarebbe bello vivere lì tutta la vita. Continui a vivere nella tua città ma il tuo pensiero vola sempre in quel posto. E questo ti fa stare meglio sin da subito.

Condivido queste intuizioni con te, non per fare il fenomeno o per sembrare un guru nei tuoi confronti. Le condivido con te nella speranza che tu possa trovarne giovamento, incuriosirti e incamminarti su questo percorso di liberazione. Bene!

L’illusione in cui è caduto l’uomo occidentale 

Una delle illusioni più grandi nella quale è caduto l’uomo occidentale è quella di identificarsi con i propri pensieri. Quante volte hai sentito pronunciare frasi del tipo: “Ho idee rivoluzionarie quindi sono rivoluzionario”. Oppure “Io ho idee di destra quindi sono di destra”.

Queste 3 verità ti renderanno libero

A tal proposito, ci sono tre verità che vorrei che tu conoscessi sulla natura della tua mente. Che tu ci creda o meno:

  • tu non sei i tuoi pensieri e
  • non sei nemmeno libero di pensare e,
  • non hai alcun controllo sulla tua mente a meno che tu non abbia sviluppato una buona consapevolezza.

Queste verità sono facilmente dimostrabili.

Verità n. 1 : Non sei i tuoi pensieri 

Se ti chiedessi di essere per un attimo consapevole di cosa stai pensando in questo momento, ci riusciresti? Penso di si! probabilmente mi risponderesti che stai pensando a quello che ti sto dicendo io, oppure alla storia del matematico americano John Nash, oppure stai pensando che faccio video è troppo lungo e ti stai annoiando.

Qualunque cosa tu stia pensando in questo momento, una cosa è certa, facendo attenzione riesci a essere cosciente di ciò che pensi, nel momento in cui lo stai pensando. Bene!

Se riesci ad osservare i tuoi pensieri, se riesci a dirmi a cosa stai pensando, vuol dire che non sei i tuoi pensieri. Osservato e osservatore non possono essere lo stesso soggetto. Chi osserva non può essere l’oggetto che viene osservato.

Verità n. 2 : Non sei nemmeno libero di pensare

Adesso ti faccio un’altra domanda. Se ti chiedessi per un attimo di pensare ad un’altra cosa, a qualcosa di differente dai contenuti di questo video, ad esempio se ti chiedessi di pensare ad una Ferrari rossa ci riusciresti? O se ti chiedessi di pensare ad un elefante rosa ci riusciresti?

Ma certo che ci riusciresti anzi sono sicuro che nello stesso istante in cui pronunciavo le parole “ferrari rossa” ed “elefante rosa” nella tua mente hai visualizzato quelle cose.

Questo semplice esercizio ci dimostra che, attraverso le mie parole ho indotto nella tua mente un pensiero. Sono stato io con le mie parole spingerti a pensare ad una FERRARI. Bene !

Questo semplice esperimento dimostra che non sei nemmeno libero di pensare, perché quei pensieri li ho indotti io nella tua mente e non tu con la tua volontà.

Verità n. 3 : Non hai alcun controllo sulla tua mente (Senza Consapevolezza)

Bene, adesso ti faccio un’ultima domanda. Ti è mai capitato di avere un motivetto musicale nella testa e di non riuscire a farlo andare via nonostante fosse qualcosa che non ti piaceva particolarmente ? Probabilmente si! è un’esperienza comune alla totalità degli esseri umani.

Bene, se anche tu hai fatto almeno una volta nella vita questa esperienza vuol dire che non hai alcun controllo sulla tua mente. La tua volontà non è sufficiente a determinare la qualità è la quantità dei tuoi pensieri. Infatti, un pensiero che non ti era gradito si é attaccato spontaneamente alla tua mente, contro la tua volontà e c’è voluto un bel po’ di tempo prima che se ne andasse, di sua spontanea volontà.

Sei diventato un Iniziato 

Adesso che conosci queste tre verità sei finalmente un iniziato di alto livello e se vorrai da oggi in poi, puoi cominciare, un passo alla volta, a riconoscere le catene che non ti consentono di esprimere liberamente te stesso e far emergere, così, la tua vera essenza.

“Ma luciano mi stai parlando di liberarsi ma liberarsi da che cosa ?”.

Libertà dalla schiavitù della propria MENTE

Vedi, allo stesso modo di John Nash, il matematico americano di cui ti ho parlato, occorre liberarti dalla schiavitù a cui la tua mente ti sottopone attraverso il meccanismo delle identificazioni.

Ma cosa intendo quando parlo di schiavitù della mente che limita la nostra libertà ?

Vedi, la nostra mente ci fa credere di essere ciò che non siamo e così facendo ci imprigiona in ruoli e personaggi.

Le 2 modalità principali di identificazione con il contenuto della nostra mente sono: l’identificazione con la nostra personalità e l’identificazione con il nostro EGO. Ma scopriamole entrambe. È importante conoscerle per saperle gestire quando diventano un ostacolo al nostro sviluppo.

Libertà dall’identificazione con la personalità

Partiamo dall’identificazione con la Personalità. La maggior parte delle persone, quando fa riferimento alla personalità, pensa che ognuno di noi abbia degli schemi di comportamento acquisiti che vengono innescati in maniera automatica e che li accompagnano per tutta la vita. Quante volte hai sentito dire : “ho il mio carattere sono fatto così”?

Una storia di vita vera 

Diversi anni fa ho erogato delle giornate di formazione al personale di un importante istituzione sanitaria privata della mia città. Tra gli addetti all’ufficio relazioni con il pubblico c’era una signora che litigava almeno una volta al giorno con gli utenti che arrivavano agli sportelli. La questione era molto delicata, in quanto quella signora era anche la persona che lavorava più di tutti in quell’ufficio. Si sacrificava tanto, era sempre molto presente e rappresentava anche la memoria storica di quell’istituto. Quando le si chiedeva: “signora perché urlate?”, la risposta era sempre la stessa: “le persone sono scostumate”. L’unico comportamento che riusciva a mettere in campo per gestire le critiche, gli atteggiamenti infastiditi o prepotenti degli utenti allo sportello, era quello di urlare e litigare, mostrandosi più forte e prepotente dell’interlocutore. Quel comportamento era una reazione automatica innescata al verificarsi di uno stimolo.

Ognuno di noi è pieno di questi automatismi comportamentali reattivi.

Siamo schiavi dei nostri comportamenti reattivi

Siamo tutti schiavi di tutta una serie di comportamenti automatici, programmi comportamentali appresi nel corso di tutta la nostra vita, che ci fanno agire in modo meccanico.

Esattamente come un computer nel quale un programmatore ha istallato degli algoritmi, siamo schiavi e non riusciamo ad agire diversamente, pur volendo perché non ne siamo consapevoli. Infatti, la maggior parte di questi automatismi vengono appresi mediante il meccanismo del condizionamento che fa leva su un processo inconscio di apprendimento.

Per fartela semplice ognuno di noi impara ad avere delle reazioni più o meno automatiche agli stimoli della vita per per riuscire a sopravvivere con il dispendio minore di energie mentali. Qual’è il problema di tutto questo ? Il problema è che i nostri automatismi comportamentali non ci fanno essere consapevoli ci limitano le opportunità e ci fanno spesso vivere in perenne conflitto con il mondo.

Quando qualcosa va storto, quando a causa di questi automatismi, litighiamo con gli amici, rompiamo con le persone care, perdiamo il lavoro o peggio sviluppiamo comportamenti autodistruttivi (come l’isolamento, la paranoia oppure il fumare, bere alcolici, usare sostanze) ci giustifichiamo dicendo : “sono fatto così cosa ci posso fare”, “purtroppo questo è il mio carattere” e ci crogioliamo in una sofferenza inutile e senza soluzione.

Alle volte incolpiamo gli altri per i nostri automatismi comportamentali, rivivendo costantemente il conflitto genitoriale e ci giustifichiamo dicendo :”sono fatto così perché mamma o papà non mi hanno dato abbastanza quando ero piccolo”.

Il problema è che ripetiamo a noi stessi queste menzogne fino a 60, 70, 80 anni, rimanendo uguali a noi stessi imprigionati in personaggi disfunzionali.

Percepiamo noi stessi quasi come dei pupazzi gestiti da qualcosa più grande di noi: la nostra personalità.

Però Possiamo Liberarci 

Ma la psicologia ci insegna che la personalità non è qualcosa di genetico, o di determinato una volta e per sempre. Il carattere, la nostra personalità è solo un’abitudine così come l’abbiamo appresa così possiamo cambiarla

La personalità è una modalità abituale di pensare. Ma come ti ho dimostrato non siamo i nostri pensieri .

La libertà dai nostri automatismi comportamentali nasce nel momento in cui ne diventiamo consapevoli. Non dobbiamo combatterli, non dobbiamo stanarli nel nostro inconscio con sedute di ipnosi, non dobbiamo cercarli nemmeno, nelle libere associazioni, con una psicoterapia lunga 10 anni.

Dobbiamo solo ri-conoscerle nel momento in cui si manifestano. ogni volta che riscontriamo uno schema ripetitivo nel nostro comportamento osserviamolo con dolcezza e riconosciamolo. Tutto qua! Quando diventeremo consapevoli dei nostri meccanismi comportamentali automatici svaniranno da soli.

Libertà dall’identificazione con l’Ego

Passiamo adesso all’identificazione con l’Ego. Altra modalità di identificazione con la mente è quella con il nostro ego.

Per la psicologia l’ego (o l’io) è una struttura psichica organizzata che “percepisce sé stessa” ed entra in relazione con altre persone, distinguendole come “non-io”. In parole più semplici l’ego è la conoscenza mentale che abbiamo di noi stessi. È l’immagine, o meglio è l’insieme delle immagini, che nel tempo abbiamo costruito di noi stessi.

L’ego quindi è l’immagine di “come vorrei essere” , “come penso invece di essere adesso”, “come vorrei che mi percepissero gli altri”, i ruoli che recito nella vita, Padre Madre Figlio, ingegnere avvocato ecc.

Come nasce l’EGO

Come il pensiero, anche l’ego comincia a strutturarsi negli anni dell’infanzia dai 5/6 anni in su e, diversamente dal pensiero logico, che serve per risolvere i problemi, l’ego viene alla luce come struttura difensiva dell’individuo. Nasce perché serve a difenderci dalla sofferenza che tutti sperimentiamo da piccoli.

Tutti i bambini sperimentano la sofferenza e l’abbandono perché i genitori non possono essere sempre presenti, perché devono lavorare, perché anche loro hanno dei problemi, perché alle volte non sono i migliori genitori del mondo o semplicemente perché, come diceva il Buddha, l’esperienza di vita comporta sempre la sperimentazione di una dose di sofferenza. Nella tradizione ebraico cristiana questa sofferenza originaria si chiama peccato originale che ricorrendo all’antica etimologia greca vuol dire “errore primario”. L’errore primario della nostra mente.

I bambini reagiscono a questa sofferenza cercando di costruire le proprie convinzioni e adeguare il proprio comportamento allineandolo a quelle che identificano come le aspettative del mondo esterno. Così viene a formarsi la struttura psicologica dell’ego.

La schiavitù a cui ci sottomette l’EGO

Il problema non è l’ego in sé ma quando siamo identificati con esso e crediamo di essere la voce del nostro dialogo interno. Nella nostra testa quella voce parla senza sosta, costantemente esprime giudizi, convinzioni e condanne. Alle volte quella voce prende le sembianze di un genitore o di un insegnante di scuola, di una persona a cui volevamo bene o di qualcuno con cui abbiamo litigato.

Quella voce il più delle volte parla di vergogna, paura del giudizio, disapprovazione, paura di restare soli, sofferenza. Se fai attenzione al tuo dialogo interno ben presto noterai che la tua mente produce pensieri come: “non sei abbastanza bravo (bello/intelligente/alto/ricco)”, oppure “dovresti esser più attento (intelligente/studioso/disciplinato)”.  Quello è l’ego, che ci incita ad essere diversi da come siamo, ad adeguare comportamenti e desideri a quelle che riteniamo essere le aspettative degli altri.

L’ego ci incita a competere, accumulare, ad essere i primi, a dominare e primeggiare su tutti. L’ego ci spinge a primeggiare perché, in fondo in fondo, pensiamo di non essere abbastanza meritevoli dell’amore e dell’affetto degli altri.

Il problema di tutto questo è che investiamo una vita intera a cercare di essere qualcosa di differente da noi stessi, generando solo infelicità. Siamo schiavi dei ruoli che abbiamo immaginato e scelto per noi, siamo schiavi dell’immagine idealizzata di noi stessi, che si realizzerà forse in un lontano futuro, solo per piacere agli altri. Ma intanto soffriamo.

Qualè il problema di tutto questo ? 

Il problema di tutto questo è che non ci diamo il permesso di essere noi stessi. Te lo ripeto perché è la chiave di tutto. Quando siamo inconsapevoli delle nostre identificazioni con l’Ego non ci diamo il permesso di essere noi stessi. Non ci diamo il permesso di esprimere pienamente la nostra natura. 

Dentro di noi c’è una forza divina di amore che vuole venir fuori ma noi come dei tiranni nazzisti imponiamo alla nostra natura di non manifestrarsi mai e di entrare forzosamente i uno o più ruoli, in una competizione senza fine per attrarre qualcosa che abbiamo già. Forziamo la nostra natura ad essere qualcosa di infinitamente più piccolo di quello che è, cercando di infilarla in un ego piccolo, meschino e tiranno. Un po’ come faremmo se cercassimo di mettere un piede taglia 46 nelle scarpe di un bambino.

Libertà vuol dire darsi il permesso di essere “realmente” SE STESSI

Le uniche persone che possono darci il permesso di provare amore ed approvazione, siamo noi .
Bene come possiamo fare per andare oltre tutto questo ? Cosa possiamo fare per cominciare a liberare un passo alla volta la nostra vera natura.

Come detto in precedenza la chiave per uscire dalla prigione è la consapevolezza. Impariamo ad osservare la nostra mente e diventiamo consapevoli delle catene che abbiamo costruito per noi stessi.

Non giudicare 

Attenzione però : Non dobbiamo giudicarci e non dobbiamo fare l’errore di pensare che l’ego sia cattivo o che i nostri pensieri sono errati. Non dobbiamo giudicare perché nel momento in cui giudichiamo automaticamente giudichiamo noi stessi e ci sentiamo ulteriormente inadeguati.

Osserva quest’altro meccanismo mentale:

L’ego ti dice: “non sei abbastanza“, “non meriti abbastanza amore e approvazione“, e ti spinge ad essere di più perché in fondo, così come sei, sei sbagliato.

Nel momento in cui, pensiamo che l’ego, a sua volta, sia qualcosa di sbagliato non facciamo altro che alimentare quel circolo vizioso di colpevolizzazione, che rafforza l’ego ulteriormente facendoci identificare in un altro ruolo. Se prima era il ruolo del “figone”, della “persona di successo” nel momento in cui giudichiamo il nostro ego ci immedesimiamo nel ruolo dello “psicoanalista” o del “penitente”. Un ruolo solo apparentemente migliore. Ma sempre un ruolo. Un’identificazione fasulla.

L’ego non è né buono, né cattivo, L’ego esiste a prescindere ed è per il nostro bene. Dobbiamo imparare a riconoscere ed accogliere gentilmente le sue manifestazioni. Anche perché quando quelle identificazioni e quei ruoli sono nati avevano uno scopo, quello di difendere il nostro equilibrio psicologico dalla sofferenza emotiva, e se sei qui, ad ascoltare questi video, vuol dire che lo hanno raggiunto. Hanno svolto bene il loro lavoro. Non vanno condannati.

Dobbiamo solo osservare, prendere consapevolezza dei nostri meccanismi di identificazione, riconoscerli ed accoglierli sapendo che non saremo mai perfetti.

Quando impariamo ad accoglierli gentilmente, succede una magia. Il nostro vero sé si libera da solo, e scopriamo la grazia, la gioia, la felicità.

Scopriamo che siamo molto di più di un semplice ruolo e che queste identificazioni parziali avevano uno scopo : Proteggerci e aiutarci a crescere. Ma noi non siamo il nostro ego ,siamo molto di più. E possiamo andare oltre.

Cosa fare per diventare “liberi di essere“?

Per concludere: “Cosa dobbiamo fare per diventare più liberi di essere”?

Dobbiamo sviluppare consapevolezza del nostro meraviglioso universo mentale.

Prima di salutarti ti lascio un esercizio che ti aiuterà ad incamminarti in questo viaggio alla scoperta del tuo universo mentale. L’esercizio si chiama

Sviluppa la tua libertà con questo Esercizio:  La campana della consapevolezza

Nei prossimi giorni programma sul tuo telefonino ad intervalli di tempo regolari un promemoria con uno squillo o con un una campana.

All’udire il suono del promemoria fermati, fai 3 respiri consapevoli (porta la tua attenzione totale sul respiro), e chiediti : “cosa sto pensando?”, “Con cosa mi sto identificando?”, “ho fantasticato su mio successo e sull’approvazione degli altri?”,“dal suono dell’ultima campana ad ora mi sono identificato con qualche ruolo o con qualche immagine idealizzata di me stesso?”, e poi ritorna a fare quello che stavi facendo.

Dopo un paio di giorni che lo fai diventerai capace di eseguire questo esercizio di auto-osservazione anche quando sei in mezzo alla gente, senza fartene accorgere da nessuno.

E’ fondamentale quando svolgi l’esercizio sospendere il giudizio. Assolutamente non giudicare i tuoi meccanismi mentali altrimenti non farai altro che rafforzare l’ego, o peggio la componente narcisistica e perfezionista della personalità. L’obiettivo di questo esercizio è diventare consapevoli non sviluppare il senso di colpa. Il giudizio su se stessi è un meccanismo dell’ego. Se giudichi i pensieri che hai appena osservato vanifichi completamente l’esercizio. Ti può aiutare a tal proposito sapere che questi meccanismi di identificazione ce li abbiamo tutti quindi è del tutto inutile colpevolizzarsi.

Conclusioni e saluti

Bene siamo arrivati alla fine di questo ultimo video sulla libertà .

Prima di salutarti ti ricordo che su questo mio canale parliamo di benessere di sviluppo personale e felicità con un taglio diverso dal solito unendo all’approccio fisico, quello psicologico, quello filosofico e quello spirituale.

Iscriviti al canale e attiva le notifiche cliccando sulla campanellina per rimanere aggiornato sui prossimi video e le prossime iniziative.

Nella descrizione del video trovi il link all’articolo in formato testuale sul mio blog qualora volessi leggerlo.

Trovi anche il link al mio libro “le 7 virtù per il successo e la felicità pubblicato con uno editori nel 2017

Sul mio blog trovi anche una serie di risorse gratuite sugli argomenti che trattiamo su questo canale, che puoi scaricare liberamente.

Mi auguro di essere riuscito con questo mio video a stimolare nuove considerazioni per la tua giornata di oggi.

ciao e alla prossima

Commenta con Facebook

Scrivi nei commenti la tua opinione

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.