John Lennon lo sapeva: Realizzare i tuoi desideri non ti renderà più felice ma solo più schiavo!

Realizzare Desideri! John Lennon aveva intuito l’inganno

Il 17 novembre 1980 (poco prima del suo omicidio), venne pubblicato dalla Geffen Records, con il titolo Double Fantasy il settimo ed ultimo album di John Lennon. L’album che ebbe da subito un grande successo di vendite, segnò il ritorno sulle scene dell’artista dopo ben cinque anni di silenzio discografico.
Da lì a poco, però, Lennon morirà. La sera dell’8 dicembre, solo tre settimane dopo l’uscita dell’album, mentre stava rientrando a casa insieme a Yoko Ono, riceverà cinque colpi di pistola che lo faranno morire in soli 20 minuti.
A sparargli è Mark David Chapman, ex tossicodipendente più volte ricoverato in una struttura per malati di mente. Alla polizia racconterà di essere stato un grande fan dei Beatles ed essersi convinto nel tempo, che Lennon andava punito, per aver tradito gli ideali della sua generazione.
Il cantautore, il più famoso dei Beatles però, non se ne andò senza lasciare la sua eredità al mondo. Il suo ultimo album conteneva alcune perle di saggezza che l’artista aveva raccolto nell’arco della sua vita. La più famosa è contenuta nella settima traccia, Beautiful Boy, canzone scritta per il figlio Sean.
Nel testo John Lennon, fa sua una frase di Allen Saunders :

La vita è ciò che ti accade quando sei impegnato a fare altri programmi.

Trovo che in queste semplici parole, Saunders prima e Lennon poi, rivelino una saggezza molto profonda. Non a caso il cantante, l’ha inserita in un testo pieno d’amore, per suo figlio.
Questa frase meravigliosa, continua fonte di ispirazione, mi aiuta ad introdurre il tema del video di oggi.

Realizzare i tuoi desideri non ti renderà più felice

Benvenuto in questo nuovo video in cui ti parlo di una verità contro intuitiva fondamentale per ritornare alla vera felicità:

Realizzare i tuoi desideri non ti renderà più felice.

Contrariamente a quanto si pensa assecondare e realizzare i tuoi desideri ti renderà sempre più schiavo e non più felice.

Resta con me fino alla fine di questo video, perché condividerò con te alcune intuizioni importanti. Come siamo soliti fare andremo a scavare lentamente nella nostra mente alla scoperta del meccanismo del desiderio, vedremo come esso è la causa di molti dei nostri problemi e come possiamo fare per andare oltre tutto questo. Come di consueto non ci limiteremo solo alla teoria ma ci caleremo nella concretezza attraverso piccole e semplici azioni quotidiane.

Io mi chiamo Luciano Cassese, mi occupo di formazione da oltre 23 anni, sono autore del libro “le 7 virtù per il successo e la felicità” e su questo mio canale parliamo di benessere, sviluppo personale e felicità con un taglio diverso dal solito, unendo all’approccio fisico, quello psicologico, quello filosofico e quello spirituale.

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Prima di scendere in profondità alla scoperta del nostro inconscio come al solito invio la sigla.

(sigla)

Realizzare desideri; la verità contro-intuitiva

Come ti dicevo nell’introduzione di questo video, contrariamente al senso comune, contrariamente a quello che insegnano tutti i marketer, formatori e Guru americani del successo, realizzare i tuoi desideri non ti renderà felice, ma al contrario solo più schiavo.

Le parole scelte da Lennon in beautiful boy mi sembra che si addicano particolarmente a questa verità contro intuitiva riconosciuta già dagli antichi filosofi greci e dalle grandi tradizioni spirituali d’oriente e d’occidente. Questa verità la troviamo in Eraclito, Diogene, Socrate, Gesù Cristo, il Buddha e tantissimi altri che hanno indagato il tema della felicità, ma procediamo con calma un passo alla volta.

Ti assicuro che il viaggio di oggi sarà ricco di spunti stimolanti !

Vedi … Viviamo in un’illusione che fa leva su una convinzione errata della nostra mente. Sin da piccoli ci insegnano a dedicarci a progetti più o meno impegnativi la cui meta finale è sempre quella dell’ottenimento di qualcosa la realizzazione di un desiderio. Un titolo di studio, la macchina, un bel paio di scarpe, un matrimonio ecc. Guarda caso, tutti desideri indotti dall’ambiente e che fanno leva sul nostro narcisismo. Il light motive è sempre lo stesso : “diventa più bello”, “più figo”, “più ricco”, “diventa di più”.

Non fraintendermi, occuparsi in progetti impegnativi è un cosa molto importante per la popria crescita, perché ci fa confrontare con le nostre paure, ci spinge a superare i nostri limiti, ci aiuta a trovare la nostra vocazione e sviluppare i nostri talenti.

In questo video però sto parlando di un’altra cosa, del meccanismo del desiderio che, illudendoci che la felicità sia una cosa da conquistare fuori da noi, ci rende sempre più schiavi.

La questione non è non darsi degli obiettivi ma non identificarsi con l’oggetto del desiderio, con il risultato quegli obiettivi.

Come diventiamo vittime dell’inganno del desiderio

Come siamo diventati succubi di questa illusione che associa la felicità alla realizzazione di un desiderio?

Sin dal momento della nostra nascita siamo circondati da persone che nella loro infelicità, nei loro drammi personali, nel loro vivere in un continuo stato di insoddisfazione, ci danno consigli su quello che potrebbe renderci felici. In questo modo installano nella nostra mente idee e convinzioni del tipo: “quando avrai conseguito la laurea allora si che sarai felice”, “quando avrai quel posto di lavoro”, “quando avrai costruito la famiglia”, ecc.

Questa idea fa leva su un piccolo errore della logica presente nella nostra mente, una convinzione errata che fa riferimento a quella componente della nostra personalità che in psicologia si chiama narcisismo.

Questo piccolo bug si concretizza in quella sensazione di vuoto interiore, quel senso di mancanza, che ognuno di noi si porta dentro e che gli antichi filosofi avevano intercettato già 2500 anni fa.

Questo errore logico ci fa credere che le risorse di amore e sopravvivenza siano limitate e per ottenere amore, approvazione e felicità, dobbiamo dimostrare di meritarcelo. Perché siamo in competizione con gli altri. Ed è per questo motivo che cerchiamo di apparire ed essere sempre più meritevoli degli altri. Vogliamo essere più bravi, più furbi, più belli, più ricchi, più efficienti, più affidabili, più gentili, più buoni….. de più insomma!

Pensaci bene, quante persone conosci che sono realmente felici? Persone che non sentono il bisogno di nulla per esserlo?

Ti ripeto non si tratta di diventare asceti o monaci rinunciando al mondo ma di diventare CONSAPEVOLI dei propri meccanismi mentali. Riconoscere l’illusione è riderci sopra.

Come funziona il meccanismo del desiderio ?

Ma cerchiamo di capire come funziona nello specifico il meccanismo del desiderio e perché le più grandi menti della storia ci hanno detto che ci rende schiavi?

Prendendo a prestito la definizione dal dizionario Treccani che è la stessa riportata dal nuovo dizionario di psicologia psichiatria psicanalisi e neurosienze a cura di Umberto Galimberti scopriamo che il desiderio è: “quel Sentimento di ricerca appassionata o di attesa del possesso, del conseguimento o dell’attuazione di quanto è sentito confacente alle proprie esigenze o ai propri gusti”. In altre parole è il volere qualcosa che ancora non si possiede.

Un desiderio nasce sempre da uno stato di mancanza, da un bisogno. Quando è unito ad un atteggiamento ottimista, questo sentimento può tradursi in un obiettivo. mettendo in moto le persone, attivandole e impegnandole nel raggiungimento di un risultato.

Al contrario quando è unito ad un atteggiamento pessimista, genera sentimenti negativi come l’invidia, frustrazione, la rabbia e alle volte fa cadere le persone in depressione.

3 riflessioni preliminari sul desiderio

Qui già possiamo fare già 3 riflessioni sul desiderio.

Prima riflessione sul desiderio

La prima è che nel momento in cui si manifesta un desiderio, dovremmo chiederci: “cosa mi fa sapere che ho davvero bisogno di quella cosa?”, “Chi ha installato questa convinzione nella mia mente?”, “É nata da me?”, “o me l’hanno detto i miei genitori, gli amici del bar, la pubblicità?”. 

Tante volte nella vita le cose le cose di cui abbiamo realmente bisogno, che ci fanno più bene, sono le cose che non abbiamo desiderato. Una crisi professionale, ad esempio, è qualcosa di indesiderato ma può essere l’inizio di una florida attività in proprio. Un tradimento inaspettato del partner può rappresentare lo stimolo per la creazione di una relazione sana.

Seconda riflessione sul desiderio

La seconda riflessione è che il desiderio, in quanto sentimento, può generare due effetti: il primo è il mio mettermi in gioco, attivarmi e impegnarmi in un progetto. Il secondo all’opposto, quando percepisco che l’oggetto del desiderio è inaccessibile, può generare la nascita di sentimenti negativi che, alimentati nel tempo, possono anche sviluppare una patologia. Quante sono le persone che conosci che si sono trovate ad affrontare una depressione proprio a causa di questo meccanismo del desiderio?

Terza riflessione sul desiderio

La terza riflessione, infine, è quella relativa alla raggiungibilità reale o percepita dell’oggetto del desiderio. Immaginiamo ad esempio che io desideri avere una relazione amorosa con una persona che non mi fila nemmeno di striscio, ed immaginiamo che io mi convinca, con un errore della percezione, che quell’obiettivo sia raggiungibile, questo farebbe di me uno stolker pericoloso.

C’è una differenza fondamentale quindi tra raggiungibilità reale e raggiungibilitá percepita o semplicemente immaginata. La letteratura motivazionale americana, da Anthony Robbins in poi, alimenta questo errore mentale, diffondendo la falsa idea che volere sia sempre sinonimo di potere. I Want I Can ! Dicono i motivatori americani che guadagnano soldi a palate raccontando queste fregnacce. Ma non è così nella vita reale. La legge dell’attrazione non è così che funziona. Tante volte occorre imparare ad arrendersi. Lasciare andare.

La dinamica del meccanismo mentale del desiderio

Ma continuiamo nella dinamica del meccanismo mentale del desiderio. La nostra mente è fatta in questo modo: ogni volta che otteniamo un desiderio, ogni volta che raggiungiamo un obiettivo viene generata in noi una momentanea sensazione di appagamento ed euforia. Le ghiandole surrenali immettono in circolo dopamina e serotonina e ci sentiamo contenti. Tuttavia, quell’attimo di appagamento dura al massimo un paio di giorni, e subito dopo dentro di noi si manifesta, un nuovo stato di mancanza e un nuovo desiderio.

Il  Buddha che, come Gesù,  amava utilizzare metafore legate alla natura, diceva che i desideri sono come le foglie di un albero quando ne cogli una ne nascono altre 10.

Focalizzarsi sui propri desideri influisce in modo disfunzionale sul nostro senso di identità, perché ci identifichiamo con i nostri possedimenti. La nostra identità diviene instabile e simile quella del mendicante, a colui a cui manca sempre qualcosa. Un’insoddisfazione perenne. Ci diamo voti e valutiamo il nostro valore in base a quanti desideri siamo riusciti ad esaudite in base a quanto sono grandi e ricche le cose che abbiamo conquistato, in un continuo confronto con gli altri. La teoria economica da Shumpeter in poi ha elevato a valore fondante questa insoddisfazione perenne.

Ma Riesci a vedere l’assurdità di tutto questo ? Riesci a vedere questa cosa dentro di te?

Se osservi bene dentro te stesso, se volgi lo sguardo alla tua esperienza di vita personale ti renderai conto di quanto questo sia vero, e di quante volte hai sperimentato questo circolo vizioso.

Tutto il marketing la pubblicità la letteratura di sviluppo personale, si basano su questo piccolo difetto della nostra mente. Uno stato di insoddisfazione costante, un vuoto affettivo che cerchiamo di riempire con cibo oggetti più o meno preziosi, esperienze, persone, ecc. Un vuoto che divora tutto e non si riesce mai a riempire.

Realizzare desideri è divertente ma non sempre utile

Adesso potresti farmi un’obiezione: “cosa c’è di male in tutto questo ? In fondo se si riesce a non cadere in depressione a darsi degli obiettivi raggiungibili e a vivere con ottimismo tutto questo, raggingere desideri può essere anche molto stimolante e divertente”.

Certo che è divertente! anche io mi do un sacco di obiettivi. Quello su cui voglio portare la tua attenzione è rimanere presenti e consapevoli di quanto il meccanismo del desiderio può rendere la propria esperienza di vita un vero inferno e farci schiavi. La questione qui non è rinunciare a tutto ma essere consapevoli. Osservare i propri meccanismi mentali automatici.

Assecondando costantemente la propria indole di cacciatori di desideri, finiamo per diventare come criceti in gabbia. Corriamo da desiderio ad un altro da un obiettivo ad un altro senza mai arrivare da nessuna parte.

Il primo problema di tutto questo è che spostiamo costantemente la nostra felicità nel futuro. Siamo noi a spostare la nostra felicità sempre un passo più avanti e così facendo non siamo mai felici. Quando in realtà si può essere felici sin da subito con quello che si ha. Madre Teresa di Calcutta missionaria in India diceva:

Non aspettare di finire l’università, di innamorarti, di trovare lavoro, di sposarti, di avere figli, di vederli sistemati, di perdere quei dieci chili, che arrivi il venerdì sera o la domenica mattina, la primavera, l’estate, l’autunno o l’inverno.
Non c’è momento migliore di questo per essere felice.

 

Realizzare desideri rende schiavi

A queste parole di Madre Teresa  mi piacerebbe aggiungere una riflessione sulla libertà: Realizzare i tuoi desideri non ti renderà più felice, ma solo più schiavo del sistema. Ed è proprio il meccanismo del desiderio ci rende schiavi. Perché dico questo?

Per un semplice motivo! Nel momento in cui desidero qualcosa e mi attivo per ottenerla sto ipotecando parte del mio futuro e del mio tempo.

Immaginiamo che voglia acquistare una bella macchina un BMW da 50.000€. Niente di male per carità in questo. Tuttavia se non sono in possesso di quella cifra nell’immediato, sono costretto a richiedere un finanziamento.

Fare un finanziamento vuol dire essere costretto a dedicare una parte del proprio futuro a lavorare per ripagare quel debito ed arricchire una banca. Semplice ! Non sei più padrone del tuo tempo. Allo stesso modo se decidi di acquistare una grande casa o devi mettere in conto che stai ipotecando parte del tuo futuro e non sei più libero.

Adesso prova a immaginare quale può essere l’impatto di questo meccanismo una volta inseriti in una società come la nostra, che induce centinaia e centinaia di bisogni attraverso il meccanismo della pubblicità e della riprova sociale.

Sei uno schiavo guidato dai dei desideri che qualcun altro ha installato dentro di te.

Da un punto di vista puramente pratico e materiale, nel mondo in cui viviamo la libertà è influenzata dai nostri risparmi e dai nostri debiti. Se ho contratto un debito e devo ripagarlo sarò costretto a rimanere vincolato ad un lavoro che non mi piace . Viceversa se non ho debiti posso decidere di lasciare il lavoro che ho per creare una mia impresa e Inventare il lavoro dei miei sogni.

Realizzare desideri ti fa perdere l’appuntamento con la Vita

C’è anche un altro motivo per cui dico che assecondare i tuoi desideri ti renderà schiavo ed è questo:

Come citato da John Lennon nel testo della canzone Beautiful Boy, mentre sei impegnato ad inseguire i tuoi desideri ti passa la vita davanti e non ti godi i doni che già hai.

Questa é una esperienza che molti fanno quando la storia li richiama agli appuntamenti importanti della vita come ad esempio la nascita dei figli, o la vecchiaia e la malattia dei propri genitori. Molti vorrebbero avere più tempo per stare con loro ma il livello delle loro spese fisse per mantenere i più svariati desideri come la pay tv e la rata della macchina nuova, è così alto che non possono permettersi di fermarsi nemmeno per un solo giorno.

Quante sono le persone le persone che conosci che per mantenere un determinato stile di vita sacrificano tutto il tempo che hanno a disposizione, perdendo la famiglia e inficiando per sempre il rapporto con i loro figli?

Non hai bisogno di realizzare desideri per essere felice

Ti leggo nel pensiero adesso probabilmente vorresti chiedermi : “E la soluzione qual’è in tutto questo ?”

Certo non è quella di non fare più niente. Te lo ripeto non si tratta di diventare degli asceti ma di investire il proprio tempo in cose che ci aiutano a riscoprire la felicità e seguire la propria vocazione.

Riconoscere sic et nunc (qui ed ora), che non ci manca per essere felici e dedicarsi alla propria realizzazione, piuttosto che spendere il proprio tempo per arricchire qualcun altro.

Tra l’universo dei proprie aspirazioni, una piccolissima parte non é determinata da tutto questo meccanismo del desiderio, ma è indotta dalla nostra natura più profonda.

Probabilmente l’avrai già sentita nominare, la letteratura New Age la definisce come “missione dell’anima”. Io preferisco parlare di VOCAZIONE perché da più il senso di un richiamo all’origine.

Piuttosto che spendere il tuo tempo a collezionare desideri, puoi essere presente e felice sin da subito dedicandoti a qualcosa per cui vale davvero la pena.

Come distinguiamo la Vocazione dai desideri?

Ma da cosa si riconoscono queste aspirazioni alla realizzazione della propria natura più profonda e che ci portano felicità?

Innanzitutto, la vocazione é qualcosa di intuitivo e non riflessivo. É un qualcosa che non sappiamo razionalmente ma sentiamo dentro di noi che deve essere così. Inoltre, queste aspirazioni rispondono sempre ad un’esigenza di senso della nostra vita. Ognuno di noi prima o poi nella vita si trova a confrontarsi con la domanda qual’è il senso della mia esistenza? cosa ci sono venuto a fare su questa terra? Bene la propria vocazione risponde proprio a questa domanda.

La vocazione è qualcosa che ci fa stare bene sin da subito ci rende felici a prescindere dal risultato. Siamo felici solo per il fatto che siamo impegnati in quella attività.

Ultimo elemento che distingue una vocazione da semplici desideri dell’ego è il fatto che questa è sempre un’attività che porta molto frutto non solo per se stessi ma anche e soprattutto per gli altri.

Tutti gli altri desideri, tutti gli altri obiettivi, sono solo distrazioni.

Pratica: Come liberarsi dalla schiavitù dei desideri

Arriviamo infine alla parte pratica. Come facciamo a non essere più schiavi di questo meccanismo del desiderio e a dedicarci a ciò che davvero ha importanza?

  • Il primo passo è cominciare ad essere consapevoli del meccanismo del desiderio dentro di noi !
    Come ti dicevo la questione non è diventare asceti rinunciando al mondo per scappare su una montagna e mettersi a meditare tutto il giorno ma diventare consapevoli . Imparare ad osservare il meccanismo del desiderio dentro di sè. Quando riesco a vedere una cosa in me stesso, quando riconosco senza giudicare un meccanismo mentale questo inizia a non avere più potere su di me senza che io lo combatta.
  • Altra cosa utile per liberarsi è imparare ad essere grati, ogni giorno, per quello che già si ha, soprattutto per quelle cose che diamo per scontato, come la bellezza di un tramonto, l’affetto di chi ci è vicino o il semplice fatto di aver trovato qualcosa per cui valga la pena di investire il proprio tempo.
  • Altra cosa che possiamo fare per liberarci da questo meccanismo del desiderio è impegnarsi a non comprare prodotti promossi dalla pubblicità ma investire il nostro denaro per qualcosa di utile alla nostra realizzazione.

 

Per rendere più semplice e pratico tutto questo ti suggerisco questo esercizio:
Quando sentiamo che in noi sta nascendo un desiderio impariamo a fermarci e a chiederci in che misura la realizzazione di questo desiderio può aiutarmi a realizzare quello che davvero amo … come può aiutare e supportare la mia vocazione ?

Conclusioni

Bene siamo arrivati alla fine di questo lungo video .
Prima di salutarti ti ricordo che su questo mio canale parliamo di benessere, di sviluppo personale e felicità con un taglio diverso dal solito unendo all’approccio fisico, quello psicologico, quello filosofico e quello spirituale.

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Mi auguro di essere riuscito con questo mio video a stimolare nuove considerazioni per la tua giornata di oggi.

ciao e alla prossima

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