La felicità è essere amati e amabili – con esercizi

 

Se c’è una sola caratteristica che accomuna tutti gli esseri umani, questa è “la ricerca della felicità”. Su questo pianeta siamo circa 7 miliardi di individui ognuno con le sue differenze. Ci sono persone alte e basse, in sovrappeso e magre, con gli occhi a mandorla e con la pelle nera, persone malate o in piena salute. 

Ma una sola caratteristica ci accomuna: siamo tutti impegnati nella ricerca della felicità. Io, tu, tuo cugino, il Papa, il presidente degli Stati Uniti, allo stesso modo di un monaco shaolin in Cina, uno yogi indiano, un giovane hippy della Silicon Valley in, proviamo a dare senso a questa esperienza che chiamiamo vita e attraverso la ricerca della felicità. 

Come ci ricorda l’antico filosofo greco Aristotele questa è la nostra realtà di fondo. Non riconoscerla è folle e contrario alla logica. Credere il contrario è una sciocca superstizione. Questa è una verità che sperimentiamo ogni giorno. ed è facilmente riscontrabile nella tua realtà quotidiana: “preferisci stare bene o stare male?”, “ti piace di più la rabbia o l’allegria?”, “preferisci sentirti rilassato oppure in preda ad ansia e preoccupazione?”. Come vedi non c’è nessuno che vuole essere infelice o che vuole soffrire. Ma che cos’è la felicità ?

Che cos’è la felicità ?

Ma che cos’è la felicità ? Possiamo definirla in qualche modo? Possiamo trovare una definizione condivisibile che ci faccia capire quantomeno che cos’è che dobbiamo cercare? 

Bene questo è il primo di una serie di video in cui ti parlo proprio di questo tema e per farlo ricorrerò al lavoro e alle fatiche di persone molto speciali, filosofi, mistici, psicologi che si sono interrogati su questo tema e che hanno dedicato la loro intera esistenza a cercare la risposta a questa domanda. Naturalmente non ci sarà lo spazio per conoscerli tutti ma, ti presenterò solo quelli che ho amato di più in gioventù .

Come di consueto non ci limiteremo solo alla teoria ma ci caleremo nella concretezza dell’esperienza quotidiana e per questo motivo ti propongo anche dei piccoli e divertenti esercizi che spero ti aiutino a cogliere nuove intuizioni. Naturalmente, come è nostro stile faremo tutto questo provando anche a divertirci, allontanando la seriosità e accogliendo il sorriso

Io mi chiamo Luciano Cassese, mi occupo di formazione da oltre 23 anni, sono autore del libro “le 7 virtù per il successo e la felicità” e su questo mio canale parliamo di benessere, sviluppo personale e felicità con un taglio diverso dal solito, unendo all’approccio fisico, quello psicologico, quello  filosofico, quello spirituale. 

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Prima di scendere in profondità alla scoperta del tema di oggi come al solito invio la sigla 

SIGLA

 

Adam Smith e la Felicità

Nell’introduzione di questo video ti dicevo che, tra le tante definizioni che sono state proposte nella storia del pensiero, oggi ti elenco solo quelle che io, nel corso degli anni, ho amato di più e che di conseguenza mi trovano maggiormente d’accordo. Volutamente non ho fatto una raccolta completa ed esaustiva di tutto il pensiero filosofico e scientifico sul tema della “felicità”. 

Nel video di oggi ti presento quello che diceva Adam Smith relativamente alla felicità. 

Adam Smith è per lo più conosciuto come il padre fondatore dello studio dell’economia politica e per il suo saggio la ricchezza delle nazioni. Le teorie contenute in questo libro seppur scritte oltre 250 anni fa sono tutt’ora studiate dagli nelle aule universitari studenti di economia.

Molti ritengono erroneamente che Adam smith sia stato uno spregiudicato liberista, una persona i cui interessi scientifici si siano limitati alla sola materia economica, e alla costruzione della ricchezza degli stat imperialisti occidentali. In realtà non è assolutamente così. Adam smith è stato un grandissimo pensatore e filosofo morale. Ai suoi tempi non era conoscituo come economista ma come maestro di morale. Il suo saggio più importante quello a cui ha dedicato la maggior parte dei suoi anni di lavoro è stato “la teoria dei sentimenti morali” e non il più famoso volume sulla ricchezza delle nazioni.  

La felicità è Essere Amati ed Essere Amabili 

Adam Smith, è stata una persona di una grandissima statura morale profondamente amato da tutti i suoi allievi, e come penso che immaginerai, è stato uno dei personaggi che anche io ho amato di più da giovane quando ero ancora uno studente della facoltà di Scienze Politiche dove ho conseguito la mia prima laurea.

Smith, inguaribile ottimista, fiducioso nella natura fondamentalmente buona dell’essere umano, era convinto che ogni uomo ed ogni donna, attraverso il lavoro, il risparmio, e soprattutto perseguendo le proprie vocazioni individuali, avrebbero potuto costruire il proprio benessere e il benessere della collettività nella quale vivevano anche partendo dal nulla.

Il filosofo Scozzese in merito alla felicità sosteneva che noi tutti vogliamo essere “amati” e “amabili”, cioè ognuno di noi nella vita vuole essere non solo oggetto delle attenzioni e dell’amore degli altri ma vuole anche esserne degno. La felicità è dunque l’essere amati e amabili.  Nella Teoria dei Sentimenti Morali (nel 1759) scrive:

[…L’uomo desidera naturalmente non solo di essere amato, ma di essere amabile, ovvero di essere un naturale e appropriato oggetto di amore. Teme naturalmente non solo di essere odiato, ma di essere odioso, ovvero di essere un oggetto naturale e appropriato di odio.] 

Il termine “amato” viene utilizzato da Smith in senso molto più ampio rispetto al significato che attribuiamo noi oggi. Essere amato non fa riferimento a quella emozione specifica di chi vive una relazione di coppia. Non parliamo di “amore romantico” idea molto nociva per la felicità individuale tra l’altro idea nata e diffusa una settantina di anni dopo la pubblicazione questi testi . 

Cosa vuol dire essere amati e amabili?

Per Smith essere amati significa che vogliamo essere apprezzati, piacere agli altri, essere d’esempio. Vogliamo che il nostro comportamento sia di ispirazione per gli altri. Vogliamo che le persone ci rispettino, che si preoccupino per noi, che ci prestino attenzione, che desiderino la nostra presenza, la nostra compagnia e la nostra collaborazione. In altre parole vogliamo relazioni armoniose cordiali e amorevoli che nutrono non solo il nostro animo ma anche quello degli altri in un reciproco scambio di buoni sentimenti.

Mi dirai che nel mondo ci sono persone che fanno esattamente il contrario, che sostenendo di non essere interessate al giudizio degli altri. Persone che dicono con atteggiamento fiero: “non mi importa di niente e di nessuno io vado anche da solo per la mia strada”, Persone che con rigida ostinazione ripetono a se stessi “molti nemici molto onore”. 

E’ vero . Queste persone esistono ma a ben guardare mentono a se stesse e agli altri perchè in realtà stanno formulando una affermazione di facciata, stanno “indossando una maschera” che non le appartiene. Forse in passato si sono sentite ferite nei loro sentimenti a causa di un giudizio espresso in modo superficiale ed ora si costruiscono una corazza per difendere la propria fragilità. La verità è che nessun uomo è un’isola. Nessun essere umano è sufficiente a se stesso. Anche gli eremiti che si ritirano in completa solitudine in realtà non solo soli ma sono sempre in compagnia di Dio e delle persone a cui dedicano le loro preghiere. 

 

La felicità nasce dalla condivisione

Nel film into the wild, che racconta la storia vera di Christopher McCandless un giovane benestante: che fugge la società consumista e capitalista nella quale non riesce più a vivere per ritirarsi in completa solitudine nei boschi il protagonista scriverà in un appunto poco prima di morire “la felicità è autentica solo se condivisa”.

Se si guarda attentamente dentro se stessi e si rilegge la propria storia personale con attenzione, ci si rende presto conto che una parte importante della felicità personale deriva dalla consapevolezza di essere amati da qualcuno. Infatti, siamo disposti ad accettare l’astio di qualcuno ma non di tutti. Nessuno vuole essere odiato da tutti. Questo è un fatto così tanto evidente nell’esperienza di ciascuno di noi che non ha bisogno di alcuna dimostrazione. Quale persona sana di mente vorrebbe essere odiato dai propri figli, dalla propria compagna dal proprio compagno, dai propri amici, dai propri clienti, dalle persone che gli sono vicine?

Sulla stessa linea il più famoso autore motivazionale americano Dale Carnagie nel suo libro più famoso “Come trattare gli altri e farseli amici”, circa 180 anni più tardi di Smith nel 1936 scriveva che tutti noi “vogliamo sentirci importanti per qualcuno”. 

Smith non si limita soltanto a questo, ma si spinge ben oltre, sostenendo che l’uomo nella ricerca della sua piena felicità desidera “non solo di essere amato, ma di essere “amabile” cioè desidera essere “degno” dell’attenzione altrui”. Questa ricerca dell’amore altrui non si ferma  quindi alla ricerca dell’effimero, della lode da salotto e degli apprezzamenti altrui, in quanto non si fonda sulla vanità, sul desiderio di apparire o sulla brama di possedere beni materiali. La voglia di essere amati si fonda su un giudizio critico che ognuno ha verso se stesso. Infatti le immediate parole successive di Smith sono :

[…. (l’uomo) Non desidera solo la lode, desidera esserne degno, cioè desidera essere oggetto naturale e appropriato di lode, anche se non lodato da nessuno. Non teme solo il biasimo, teme di esserne degno, cioè teme di essere oggetto naturale e appropriato di biasimo, anche se non biasimato da nessuno.]

Essere amabile è qualcosa di differente dal compiacere gli altri. Ognuno di noi “anche se non lodato da nessuno” desidera sentirsi degno di amore! Questa è una affermazione bellissima e ricca di verità in quanto la motivazione più profonda che ci spinge realmente ad agire è quella di piacere sinceramente a noi stessi aderendo ad un modello ideale di noi stessi. 

In altre parole quando agiamo per sentirci persone amabili, piuttosto che per compiacere gli altri, siamo veramente e profondamente felici. In tutti gli altri casi l’impegno, il lavoro e la disciplina non ci porteranno lontano anzi ci faranno fare un giro e ci ritroveremo al punto di partenza esattamente come quelle persone che dopo una dieta riprendono velocemente il peso perso. 

In quest’ottica cambia anche il senso delle nostre interazioni sociali (amici clienti associazioni di volontariato ecc.). Volendo essere prima di tutto “amabili”, aderenti quindi ad un modello ideale di noi stessi, le nostre azioni, non nasceranno dalla vanità, dalla ricerca del giudizio positivo o dalle lodi che ci aspettiamo dagli altri, ma dal giudizio che noi abbiamo di noi stessi. 

Amore di sé e non interesse personale

Una cosa che mi piace sottolineare quando parlo di Smith è nei suoi scritti non utilizza la parola self-interest (cioè interesse personale), ma self-love (amore di sé). E’ una distinzione sottile ma fondamentale. Le persone per essere felici devono agire nella ricerca dell’amore per se stessi fondato sulla sympathy, cioè la capacità innata degli esseri umani di provare empatia per gli altri esseri umani.

In questo modo specchiandoci nel volto degli altri, guidati dalla volontà di essere amabili, si scopre nello sguardo degli altri, il riflesso di noi stessi, del nostro “io interiore” e potremo sviluppare un sentimento di compartecipazione che ci farà essere amici migliori, fornitori migliori e professionisti migliori. 

L’infelicità deriva dal non riconoscere queste cose e vivere facendosi guidare dalle urgenze contingenti, dai pensieri, dalle emozioni e dalle ansie del momento.

Bene, se sei arrivato fino a questo punto vuol dire che sei davvero motivato a comprendere qualcosa in più sulla felicità . Per questo motivo., come promesso nel titolo  ti propongo un esercizio  

Esercizio

Prova a rispondere per iscritto a queste domande: Attraverso quali azioni, comportamenti e ruoli cerco la stima degli altri? Quante cose faccio solitamente solo per compiacere gli altri? Qual’è il mio modello ideale al quale cerco di aderire per ottenere la mia stessa stima? 

 

Conclusioni

Bene siamo arrivati alla fine di questo primo video sulla felicità Spero di averti dato qualche spunto creativo, qualche idea nuova, ed aver suscitato in te la curiosità per questi temi. 

Prima di salutarti ti ricordo che su questo mio canale parliamo di benessere di sviluppo personale e felicità con un taglio diverso dal solito unendo all’approccio fisico, quello psicologico, quello filosofico e quello spirituale

Alle volte parliamo anche di fotografia quando capita lo facciamo come strumento per esprimere la nostra creatività, e per raggiungere la felicità.

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Nella descrizione del video trovi il link all’articolo in formato testuale sul mio blog qualora volessi leggerlo.  

Mi auguro di essere riuscito con questo mio video a stimolare nuove considerazioni per la tua giornata di oggi. 

ciao e alla prossima

 

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