La luce ci insegna ad accettare l’imperfezione in noi

 

Intro

Un vecchio adagio recita: “come fuori così dentro“, intendendo con questa frase che le leggi fisiche che governano la materia sono speculari a quelle che governano il nostro mondo interiore .

Benvenuto in questo video articolo in cui ti parlo di : “come lo studio del comportamento della luce può insegnarci qualcosa in più sulla nostra felicità ed in particolare, cosa può insegnarci in merito all’imparare ad accettare le nostre imperfezioni”.

Questo è il secondo di una serie di video in cui condivido con te delle intuizioni in merito alla felicità e all’illuminazione a cavallo tra meditazione e fotografia.

Come si riflette la luce ? Partiamo da un semplice Flash

Quello che ho in mano è un flash, un classico flash a slitta, o cobra che dir si voglia, perché grazie ai suoi snodi assume la forma di un cobra per l’appunto. In passato si usava molto spesso in quanto i sensori delle macchine fotografiche non reggevano le basse luminosità. Oggi si usa un po’ meno purché i sensori moderni hanno sensibilità sicuramente più elevate. É ancora uno strumento creativo molto utile e si usa non solo in tutte le situazioni di scarsa luminosità, ma anche di forte luce, quando si fotografa in esterno per ammorbidire le ombre create dal sole, oppure in studio per creare schemi di luce particolari.

E’ uno strumento che può dare delle grandi soddisfazioni creative. Sapendolo usare, la foto diventa simile alla pittura perché possiamo davvero creare delle immagini a nostro piacimento modellando a luce.

Non tutti però hanno la pazienza per dedicare il giusto tempo ad apprenderne le funzioni e l’uso negli schemi di luce e in tanti preferiscono lavorare sfruttando la sensibilità del sensore ma abbassando la qualità dell’immagine in generale.

Se hai mai scattato qualche fotografia con il flash sai bene che non è proprio bello scattare puntando la luce direttamente sui soggetti da fotografare.

Per questo motivo, solitamente, ai principianti, si consiglia di usare questo strumento puntandolo sul soffitto o su di una parete laterale in modo tale che la luce rimbalzi lateralmente e si diffonda.

Come si riflette la luce secondo le leggi della fisica ?

La fisica ci dice che un raggio di luce quando colpisce una superficie riflettente rimbalza con un angolo uguale ed opposto a quello con cui l’ha colpita. In pratica la luce se colpisce una parete riflettente con un angolo di 45° dovrebbe riflettersi on un angolo di 45° ma dal lato opposto alla perpendicolare.

Tuttavia, se hai fatto anche tu, almeno una volta nella vita, questa prova (di sparare il flash su di una parete o sul soffitto) avrai notato che la luce tende a diffondersi in tutta la stanza in maniera abbastanza uniforme e non a riflettersi come farebbe un raggio laser su uno specchio.

Perché accade questo ?

Perché la luce si diffonde e non si riflette come un laser ?

Questo accade perché la parete non è perfettamente liscia ma è una superficie piena di asperità e di difetti.

Se ci passiamo sopra la mano notiamo che la superficie ha una certa ruvidità che a livello microscopico è costituita da tantissime piccole imperfezioni con migliaia di angolazioni differenti che rifletteranno la luce in altrettante direzioni.

Questo fa sì che la luce si diffonda, perda di intensità e si riesce a creare una luce diffusa nell’ambiente dove stiamo fotografando.

Perché ti parlo di questo e cosa c’entra con la felicità ?

 

Cosa c’entra la luce con la felicità ?

Lo scopriamo insieme in questo video in cui ti condivido una intuizione importanti nata proprio dall’osservazione del comportamento della luce. La luce può insegnarci molto più di quello che pensiamo sulla nostra felicità.

Ma prima permettimi di presentarmi. Se ancora non mi conosci, come é probabile che sia, io mi chiamo Luciano Cassese mi occupo di formazione da oltre 22 anni, e su questo mio canale parliamo di benessere di sviluppo personale e felicità con un taglio diverso dal solito, unendo all’approccio fisico, quello psicologico, quello filosofico, quello spirituale e perché no alle volte come in questo caso l’approccio hobbystico che nel mio caso é proprio la fotografia.

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Fotografia significa scrivere con la luce

Fotografia significa scrivere con la luce!

Ma che cos’è la luce?  Come ci accorgiamo della presenza e della qualità della luce stessa ?

L’esperienza che facciamo tutti noi della luce attraverso i nostri occhi é un fenomeno molto raro in natura e avviene sulla terra grazie alla presenza sul nostro pianeta dell’atmosfera. Questa strana bolla di gas e polveri che circonda il nostro pianeta.

Se fossimo nello spazio senza atmosfera non potremmo fare l’ esperienza della luce diffusa. Gli astronauti una volta lanciati nello spazio sono immersi nel buio e percepiscono solo pochi corpi luminosi come delle palline luminose. Una volta atterrati sulla luna gli astronauti vedono la luce riflessa sulla superficie lunare proveniente dal basso ma non percepiscono la luce così come la vediamo sulla terra.

La luce nello spazio è un fascio. esattamente come quello di un flash sparato in modo diretto in faccia alle persone. Nello spazio tutto appare, come a noi che viviamo sulla terra, appaiono le stelle e la luna di notte . Tanti cerchietti luminosi immersi nel buio.

Cosa fa si che noi qui sulla terra possiamo fare esperienza della luce diffusa?

Ti sembrerà strano ma quello che permette di godere di un tale meraviglioso spettacolo è anche una cosa che in tanti detestiamo.  E questa cosa è la polvere.  Un materiale talmente sporco quanto indesiderabile. Possiamo definirla una impurità una imperfezione, la madre di tutto lo sporco e le imperfezioni che invadono le nostre case.

Sulla terra, infatti, quando i raggi del sole colpiscono l’atmosfera si infrangono contro miliardi di miliardi di particelle di polvere che viste al microscopio sono tante piccole pietre. Questi microscopici sassolini che sono tenuti insieme dai gas che avvolgono la terra e dalla forza di gravità esercitata dal nostro pianeta, non fanno altro che riflettere la luce in tutte le direzioni e si crea il fenomeno della luce diffusa. L’atmosfera terrestre in parole semplici fa l’effetto di un softbox gigante che diffonde e ammorbidisce la luce.

Prima di continuare con lo studio della luce…

Prima di continuare ti ricordo che, questa serie di video sono una raccolta di riflessioni a cavallo tra la meditazione, la fotografia e sono finalizzati ad accompagnarci all la ri-scoperta della felicita. Il tema centrale di tutta questa serie di video e la riscoperta della felicità.

Come sai preferisco parlare di ri-scoperta della felicità perché questo è qualcosa che è già dentro di noi, è qualcosa che ci appartiene, ma che in qualche modo abbiamo dimenticato ricoprendola di preoccupazioni affanni e pensieri negativi.

Accettare l’imperfezione

Ti dicevo … cosa ci fa intuire lo studio del fenomeno della luce in fotografia che possiamo mutuare nella nostra vita? L’accettazione dell’imperfezione. Te lo ripeto perché è il centro di tutto discorso.

Accattare l’imperfezione. Imparare non solo ad accettare ma ad amare l’imperfezione riconoscendone tutta la bellezza che apporta alle nostre esistenze.

Nelle nostre menti, cioè nell’insieme dei nostri pensieri, esiste un’illusione narcisista di dover essere perfetti a tutti i costi.

Frasi del tipo: “occorre dare sempre il massimo altrimenti si e dei falliti” , “devi essere sempre al top” , “bisogna essere sempre di esempio per gli altri altrimenti non si è nessuno”, “diventa una guida per gli altri” ecc. sono frasi che il mondo in cui viviamo ha instillato dentro di noi ma che in realtà ci vincolano e ci trattengono in uno stato di infelicità costante.

La luce dissolve l’illusione narcisista

Questa illusione narcisista non è rivolta solo verso se stessi ma, si proietta anche all’esterno immaginando un mondo perfetto aderente a un modello ipotetico di perfezione ma che nella realtà Perfetto non lo è. Ed è così che, accendiamo il telegiornale, ascoltiamo le notizie e cominciamo mentalmente a pontificare “questo è sbagliato”, “guarda quel personaggio come è ridicolo e quell’altro come è insignificante”. Allo stesso modo, quando usciamo di casa focalizziamo la nostra attenzione su tutto quello che non va: l’autobus che fa 5 minuti di ritardo, la metropolitana che puzza di pipi, la gente per strada che chiede l’elemosina.

Alle volte tutto ci sembra una schifezza. Certo altre volte invece, se qualcosa c’è andato bene, il mondo sembra girare per il verso giusto ma, perlopiù, nella maggior parte dei casi, ci sembra una vera schifezza. A lavoro il capo ha da ridire. Qualche cliente tira giù il prezzo riducendo il nostro margine di guadagno.  Torniamo a casa e mostra moglie e i nostri figli non si comportano come noi ci saremmo aspettati. In generale le persone non si comportano come avremmo voluto, anzi non lo fanno mai!

Tutto questo ci genera frustrazione e sofferenza perché prima del giudizio, e contemporaneamente a quel giudizio che abbiamo formulato, abbiamo immaginato un mondo perfetto, armonico. Un mondo in cui tutto funzionava esattamente come avrebbe dovuto funzionare, esattamente come avevamo immaginiamo noi. Il mondo alle volte sembra impazzito e agire senza senso.

Queste idee generano sofferenza

In tutto questo però c’è un problema, la perfezione, dalla quale anarchicamente il mondo si è allontanato, risiedeva solo nella nostra mente perché lo abbiamo immaginato noi, è una nostra sega mentale! Nostra moglie o nostro figlio a loro volta hanno immaginato qualcos’altro, un mondo perfetto a loro modo. Il capoufficio ha fatto altrettanto, così come ha fatto il benzinaio, l’autista dell’autobus, il direttore di banca, Warren Buffet e Bill Gates.

Ognuno ipotizza un mondo perfetto ma questa perfezione è una illusione non esiste è solo una sega mentale, infatti per ognuno di noi si sostanzia in qualcosa di differente. Se avesse qualcosa di oggettivo in qualche modo sarebbe condivisa ma non lo è.

E’ una proiezione del nostro narcisismo, pensare che tutto sia come noi lo immaginiamo che il mondo esterno debba aderire in qualche modo ad una idea mentale di perfezione che è solo nostra. Quando non siamo consapevoli di questa illusione ci sentiamo stressati, frustrati, affaticati e ci arrabbiamo per quello che la vita non è.

É solo ansia di controllo

Queste idee di perfezione di completezza generano sofferenza sia che le rivolgiamo verso noi stessi e pensiamo “non sono ancora abbastanza”, sia quando le proiettiamo nel mondo, “il mondo è imperfetto saprei io come aggiustarlo”.

Osservalo bene è un semplice bisogno di controllo delle cose attorno a noi che nasce dalla paura e genera la necessità di forzare le cose per farle aderire ad un modello idealizzato di realtà che abbiamo costruito solo nella nostra mente .

Questa roba genera solo sofferenza. Perché nasce dalla paura.

 

La Luce ci insegna ad accettare l’imperfezione

Studiare la luce ci insegna innanzitutto, prima della regola della quadrato della distanza e degli schemi di luce, ad accettare e ad apprezzare l’imperfezione e vedere dentro di essa una grande bellezza.  La luce ci insegna ad accettare, che per quanti sforzi faremo, saremo sempre imperfetti, ma é proprio in questa imperfezione che troviamo non solo il bello ma la magnificenza dell’esistenza.

Accettare le proprie piccole o grandi imperfezioni, le proprie piccole e grandi mancanze ci rende più ironici più allegri e infine più felici.

Questo non significa certo non fare nulla per migliorare! Migliorare alcuni aspetti del proprio carattere soprattutto quelli che generano incomprensioni e ci allontanano dalla serenità personale è opportuno sforzarsi per correggerli. Ma occorre liberarsi da quel senso del dovere, da quell’ansia di controllo che nasce dall’idea di dover essere sempre perfetti e, attraverso questa perfezione, controllare il caos che ci circonda.

Allo stesso modo in cui facciamo esperienza della luce in un modo incredibilmente unico è magnifico, grazie alle imperfezioni e alla sporcizia, impariamo a fare esperienza della meravigliositá della nostra esistenza proprio grazie alle imperfezioni che sono presenti in noi stessi e nel mondo.

In fondo, osservare il comportamento della luce ci insegna anche a prenderci un po’ meno sul serio. Le nostre idee, le nostre convinzioni su come dovremmo essere, su come dovrebbero comportarsi gli altri e come dovrebbe comportarsi il mondo attorno a noi sono ben poca cosa rispetto allo spettacolo di opportunità che si rende possibile, grazie proprio all’imperfezione, ai difetti, allo sporco, a tutto quello che normalmente scartiamo.

Ma cosa vuol dire realmente accettare ?

Accettare, però, non vuol dire sforzarsi di accogliere con qualche tecnica segreta le imperfezioni del mondo così se ne vanno presto dai coglioni. É inutile pensare di fronte a quello che consideriamo un nostro difetto “ok ho capito ti accetto così fai il tuo dovere produci quello che devi produrre e poi ti levi presto dalla scatole”.

Accettare vuol dire riconoscere che il nostro metro di giudizio non sempre è così corretto come pensiamo che sia. Riconoscere che dietro a quelle imperfezioni, c’è qualcosa di buono anche se nell’immediato non riusciamo a vederlo .

Accettare vuol dire osservare in nostri pensieri, le nostre convinzioni e i nostri giudizi in merito alle nostre imperfezioni e farci un sorriso, dicendo: “vedi ci so cascato n’artra volta mi sono giudicando ipotizzando di dover essere migliore qualcosa di differente da ciò che sono già”.

Non é l’imperfezione il problema della nostra vita, non é la polvere il problema, ma il nostro giudizio sulla polvere e la volontà di eliminarla a tutti i costi. Seppur ci riuscissimo perderemmo qualcosa di importante.

Accettare vuol dire accogliere innanzitutto se stessi con le proprie piccole imperfezioni incondizionatamente. Amarsi incondizionatamente.  Sarebbe assurdo giudicarsi cattivi sbagliati perché non si é capaci di accettare se stessi. Occorre rilassarsi, mollar la presa sorridere, prenderla con ironia. sapendo che tutto é per il nostro bene anche quando non lo capiamo.

Altro errore che spesso viene generato da menti viziate è che per accettare non serviranno tecniche speciali, metodi o come insegnano i libri di self Help e sviluppo personale i 5/6/7 passi per imparare ad accettare e, tieniti forte, non serviranno nemmeno recitare il super mega mantra di chissà quale entità. Per accertarsi occorre solo dire a se stessi: “rilassati non c’é niente di sbagliato qui ne dentro di te ne fuori di te“. Tutto è perfetto così com’è anche se al momento non ne compenso il disegno complessivo.

Accettare l’imperfezione nella nostra vita é un piccolo step che ri-genera felicità nelle nostre vite. Perché consente a quella felicità e a quella grazia di cui siamo tutti portatori che é già dentro di noi di essere ri conosciuta, cioè conosciuta di nuovo.

Saluto

Prima di salutarti ti ricordo che su questo mio canale parliamo di benessere di sviluppo personale e felicità con un taglio diverso dal solito unendo all’approccio fisico, quello psicologico, quello filosofico e quello spirituale. Iscriviti al canale e attiva le notifiche cliccando sulla campanellina per rimanere aggiornato sui prossimi video e le prossime iniziative.

Mi auguro di essere riuscito con questo mio video a stimolare nuove considerazioni per la tua giornata di oggi.

ciao e alla prossima

 

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