Sei Veramente Libero di Pensare? Scoprilo con i Pink Floyd (Video 2 di 3)

Libertà di pensiero nascosta tra le note in un famoso album Rock 

Il 23 novembre 1979, venne pubblicato in anteprima mondiale il brano “Another Brick in the Wall” dei Pink Floyd, portabandiera e simbolo di un album che avrebbe cambiato per sempre la storia della musica rock. 

Il disco da cui era estratto, intitolato The Wall, è un concept album, una grande opera organica di 26 brani, il cui tema principale è l’alienazione e il muro di solitudine che separa gli esseri umani gli uni dagli altri.  

L’album, nonostante il successo planetario, sarà da lì a breve oggetto di censura in molte parti del mondo. I regimi autoritari non si preoccupano di apparire ridicoli, mettendo al bando artisti famosi come i Pink Floyd. Quei testi non piacciono per niente al potere

Pochi mesi dopo l’uscita, l’album sarà vietato non solo nei paesi del blocco sovietico, tradizionalmente avversi ai gruppi rock occidentali ma, anche in Argentina, governata dalla giunta militare di Videla e dalla neonata teocrazia islamica dell’Iran di Khomeini. Si aggiungeranno poi a metà del 1982, la Rhodesia e il Sud Africa perché gli studenti neri cominciano ad utilizzare la canzone “Another brick in the wall” come inno nelle marce di protesta contro il regime dell’aparteid.

Ma perché tanta ostilità per un disco rock? Ci troviamo in un momento importante della storia. Nel 1979 finiva la dittatura Khmer in Cambogia, veniva firmato un trattato di pace Egitto-Israele e si erano firmati gli accordi tra Stati Uniti ed Unione sovietica per il disarmo nucleare. Quelli però sono anche gli anni delle brigate rosse, dell’IRA, delle dittature sudamericane, dell’apartaid. Sono anni di speranze e di contestazione, il disagio spesso si trasforma in violenza e invade tutti gli spazi sociali

Roger Waters, bassista e cantante della band, trasferisce nei testi dell’album il profondo sconforto provato per quella violenza che due anni prima si era manifestata anche sul palco su cui si esibiva. Nel 77, infatti, durante un concerto aveva sputato addosso a due spettatori che, saltando sul palco, lo avevano aggredito e insultato. Il fatto lo aveva scioccato al punto da ricorrere ad uno psichiatra. 

Il brano “another brick in the wall“, nella sua denuncia del sistema educativo anglosassone, parla di condizionamento mentale, quel condizionamento che mortifica la naturale e spontanea creatività dei fanciulli, per creare individui conformati al pensiero dominante, perfetti ingranaggi di un sistema economico che ci vuole privi di identità, privi di sentimenti, privi di gioia. Un sistema  che vuole solo obbedienti schiavi anonimi e senza volto, addetti alla produzione e al consumo. Quei testi nati da un percorso terapeutico, che non piacevano al potere, diventeranno, nonostante le censure, un inno e un simbolo per intere generazioni

Ti ho raccontato questa storia perché mi aiuta ad introdurre il tema di oggi, la seconda di 3 puntate dedicate alla libertà

Oggi ti parlo di libertà di pensiero 

Oggi ti parlo infatti di libertà di pensiero. Resta con me fino alla fine, perché condividerò qualcosa di veramente importante. Come siamo soliti fare andremo a scavare lentamente nella nostra mente alla scoperta dei nostri meccanismi più inconsci, vedremo come essi sono la causa di molti dei nostri problemi e come possiamo fare per andare oltre tutto questo

Come di consueto non ci limiteremo solo alla teoria ma ci caleremo nella concretezza attraverso piccole e semplici azioni quotidiane.

Io mi chiamo Luciano Cassese, mi occupo di formazione da oltre 23 anni, sono autore del libro “le 7 virtù per il successo e la felicità” e su questo mio canale parliamo di benessere, sviluppo personale e felicità con un taglio diverso dal solito, unendo all’approccio fisico, quello psicologico, quello filosofico e quello spirituale.

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Prima di scendere in profondità alla scoperta del nostro inconscio come al solito invio la sigla.

Riassunto della puntata presedente 

Nello scorso video abbiamo visto come la nostra libertà di per sé è solo formale e superficiale. In teoria possiamo sicuramente fare tante cose ma quando si tratta di scegliere cosa fare e cosa non fare, la sfera della nostra libertà è estremamente limitata.  

I due più grandi limiti alla nostra libertà di scelta sono l’ignoranza e il bisogno. Riusciamo ad essere realmente liberi di scegliere solo quando investiamo il nostro tempo in studio, formazione e ricerca assennata della verità. Ma questo comporta tanta fatica e non tutti sono disposti ad affrontarla. 

Andiamo avanti con la libertà di pensare 

Andiamo avanti, ora, alla scoperta di un tipo di libertà ancora più profondo.  La scelta, di cui abbiamo parlato nello scorso video, è comunque un processo mentale. Prima della libertà di scelta si pone quindi il problema della libertà di pensiero.  Non può esserci libera scelta senza un libero pensiero.

Ti propongo ora una domanda.

Ti propongo ora una domanda. Se ti chiedessi: “chi ha scelto i vestiti che hai indossato oggi, cosa risponderesti ?” 

Istintivamente, potresti dire che sei stato tu a sceglierli! ma ne sei proprio sicuro ?
Stamattina aprendo l’armadio probabilmente li hai scelti, tra le cose che avevi a disposizione, ma prima che queste cose stessero nel tuo armadio erano in un negozio. Mi segui … Bene! e in quel negozio chi ce li ha portati? tu o qualcun altro? 

Chi sceglie per noi?

Un negoziante ha scelto, per te, quali abiti proporre alla tua attenzione per farteli comprare. La tua scelta è stata limitata da quelle di un commerciante, prima di lui dalle scelte delle case produttrici di moda e prima ancora, la società con i suoi modelli culturali ha deciso per tutti noi i canoni generali dell’abbigliamento della popolazione

Come mai la gonna è indossata solo dalle donne ? Chi ha deciso che la gonna è un capo di abbigliamento esclusivamente femminile?  La società con i suoi modelli culturali. 

A noi uomini e donne del XXI secolo sembra una cosa abbastanza scontata che solo le donne indossino le gonne, ma non è sempre stato così! Al tempo dei Romani il gonnellino lo usavano i soldati. In scozia il kilt è tutt’oggi indossato dagli uomini e rappresenta l’abito da cerimonia maschile per eccellenza. Se sei nato in italia e sei maschio, però non ti sogneresti mai di andare in giro senza mutande e con una gonna a quadrettoni!

Queste convinzioni ti sono state trasmesse dalla società in cui vivi attraverso i suoi modelli culturali.

Come apprendiamo i modelli di condizionamento? 

Vedi, quando eravamo bambini non sapevamo cosa pensare. In realtà non pensavamo nemmeno. I bambini non fanno esperienza del pensiero come lo facciamo noi. Sono per lo più intuitivi, percepiscono emozioni, sensazioni, immagini, non hanno quelle strutture logiche che consentono la realizzazione del pensiero razionale. 

La società con i suoi modelli culturali a partire dalla famiglia, fino alla comunità nazionale e sovranazionale, condiziona il nostro pensare, ci educa installando nella mente migliaia di convinzioni e idee che determinano non solo il contenuto dei nostri pensieri ma determinano anche il modo in cui noi osserviamo il mondo, il filtro percettivo attraverso il quale percepiamo la realtà

In altre parole la società in cui viviamo ci dice: “cosa pensare“, “come pensarlo“, “con quale paio di occhiali osservare la realtà“, “quello che è giusto e quello che è sbagliato“. 

La famiglia, la scuola e gli amici hanno un impatto determinante nella programmazione della nostra mente. Così come un programmatore installa algoritmi in un computer, la società installa nella nostra mente idee, convinzioni e credenze.  

Le informazioni che provengono dall’ambiente si legano con emozioni ed attaccamenti emotivi e diventano le nostre convinzioni e le nostre identificazioni. 

La libertà di pensiero è ancor più limitata della liberà di scelta

Ritornando al tema di oggi possiamo dire che se è vero che la nostra libertà di scelta è estremamente limitata, ancor più limitata è la nostra libertà di pensiero

Siamo liberi di pensare e di desiderare solo quello che altri hanno deciso per noi. Desideriamo solo quello che gli altri ci hanno insegnato a desiderare. La nostra volontà non è libera ma condizionata dal nostro vivere sociale. Desideriamo alcune cose e non altre perché sappiamo che proprio quelle cose ci renderanno, apprezzati, piacevoli, graditi agli occhi degli altri

Come procede il condizionamento ?

La programmazione mentale operata dalla società è costante e continua non e si limita con gli anni dell’infanzia e dell’istruzione, non si ferma a 18 anni ma continua anche dopo

Si stima che ogni cittadino di un paese occidentale, in una giornata tipo fatta di sveglia, colazione guida in automobile, internet, posta elettronica, rientro a casa e televisione serale, sia esposto a circa 10.000 annunci pubblicitari tra cartellonistica, pubblicità radio, televisive, spam nella posta elettronica e annunci social. 

Al bombardamento della pubblicità va aggiunta poi, la programmazione mentale operata da giornali e telegiornali che ogni giorno filtrano, interpretano e alle volte manipolano in senso sensazionalistico per noi le informazioni

Facci caso il telegiornale riporta sempre e solo notizie negative legate ad emergenze reali o presunte.

Se volessimo dare credito al 100% alle notizie dei media, ladri spacciatori, assassini, e serial killer sarebbero fuori le porte di casa nostra, pronti ad aggredire non appena proviamo ad uscire per buttare la spazzatura. 

Ma per fortuna sappiamo che non é così e nella realtà contemporaneamente alle notizie negative, ci sono centinaia di notizie positive. Aziende che aprono, tante persone che lasciano il lavoro per dedicarsi finalmente alle proprie passioni, associazioni di volontariato che aiutano i più deboli.

Nella realtà per ogni notizia negativa che viene divulgata ce ne sono almeno 100 positive ma non fanno notizia

Ricapitolando:

Non siamo liberi di pensare anzi, siamo pieni di condizionamenti e guarda caso, desideriamo più o meno tutti lo stesso stile di vita, gli stessi oggetti proposti dalla pubblicità, ripetiamo frasi e convinzioni apprese nelle serie televisive, ed infine, abbiamo tutti le stesse paure indotte dai mass media. In altre parole siamo tutti omologati.

Qual’è il problema di tutto questo?

Qual’è il problema di tutto questo? Il problema è che, illudendoci di essere liberi facciamo scelte stupide indotte da un condizionamento mentale, che genera in noi solo sofferenza, quelle che consideriamo scelte libere in realtà sono nate come conseguenza di convinzioni sbagliate, formulate da qualcun altro e da pensieri di paura sul futuro

Ti faccio alcuni esempi: quante sono le persone che conosci che si ritrovano a fare un lavoro che non amano solo perché è un lavoro sicuro e con la crisi che c’é non si può mai sapere. Un lavoro scelto per compiacere i genitori o per rassicurare le persone care, condannandosi, in questo modo, ad essere infelici ? Sapresti dirmi chi ha insinuato in loro quelle convinzioni? chi ha fatto credere loro che c’è la crisi? 

Quante sono le persone che conosci che spendono tutto quello che guadagnano in consumi non necessari, come ad esempio la pay tv, le rate del suv, o vestiti all’ultima moda?  Chi ha fatto nascere in quelle persone quei desideri? 

La verità è che pensiamo tutti più o meno le stesse cose, abbiamo tutti le stesse convinzioni e gli stessi valori, e desideriamo tutti gli stessi prodotti di consumo. Come denunciato dalla canzone dei Pink floyd : la società programma le nostre menti affinché diventiamo individui conformati al pensiero dominante, perfetti ingranaggi di un sistema economico che ci vuole privi di identità, privi di sentimenti, privi di gioia.

Un sistema che vuole solo obbedienti schiavi anonimi e senza volto,

addetti alla produzione e al consumo.

Come diventare liberi di pensare ?

Bene cosa possiamo fare per non essere più vittime di questo condizionamento? 

Primo passo 

Innanzitutto il primo passo per liberarsi è quello di diventare consapevoli della sua esistenza. Dobbiamo accettare l’idea di non essere padroni dei nostri pensieri e imparare a riconoscere la programmazione mentale operata su di noi dalla società.

Secondo passo 

Il secondo passo è quello di diventare più prudenti nella gestione delle informazioni che arrivano alla nostra mente

Dobbiamo imparare ad utilizzare solo le informazioni che ci fanno conoscere la verità sulla natura delle cose. Considera le informazioni come del cibo per la mente. Il consumo di informazioni di scarsa qualità comporta un inutile dispendio di energie e l’accumulo di tossine mentali (come sono le polemiche, l’odio, l’invidia, ecc.). 

Diversamente se ti nutri di studio, di corsi di formazione, documentari, alimenterai in modo sano la tua mente e i tuoi pensieri saranno coinvolti in un circuito virtuoso. 

Nel prossimo video: Libertà di essere 

Bene, siamo arrivati alla fine di questo secondo video sulla libertà . Nel prossimo video affronteremo il tema della libertà di essere.

Prima di salutarti ti ricordo che su questo mio canale parliamo di benessere di sviluppo personale e felicità con un taglio diverso dal solito unendo all’approccio fisico, quello psicologico, quello filosofico e quello spirituale.

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Nella descrizione del video trovi il link all’articolo in formato testuale sul mio blog qualora volessi leggerlo. 

Trovi anche il link al mio libro “le 7 virtù per il successo e la felicità pubblicato con uno editori nel 2017”

Sul mio blog trovi anche una serie di risorse gratuite sugli argomenti che trattiamo su questo canale, che puoi scaricare liberamente. 

Mi auguro di essere riuscito con questo mio video a stimolare nuove considerazioni per la tua giornata di oggi. 

Ti do appuntamento alla settimana prossima con il prossimo video sulla libertà di pensiero. 

ciao e mi raccomando non perderti il prossimo video tra 7 giorni sulla libertà di pensare 

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